ADECCO: «TUTTA LA VERITA’, APPROFONDIMENTI SULLO SCIOPERO DEL 22 APRILE»: LA LETTERA DI UN DIPENDENTE

18/04/2005

FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori commercio turismo servizi
Ufficio Stampa
www.filcams.cgil.it

18 aprile 2005

ADECCO: «TUTTA LA VERITA’, APPROFONDIMENTI SULLO SCIOPERO DEL 22 APRILE»: LA LETTERA DI UN DIPENDENTE

«Buongiorno a tutti.

«Sono una dei circa 2000 dipendenti della Adecco spa, multinazionale franco-svizzera (che in verità ben poco ha di multi-nazionale).

«Sono sicuro che scuserete la mia firma anonima, ma spero che questa lettera sincera verrà pubblicata.

«Lavoro in questa società da 4 anni e di cose ne sono cambiate, ma quasi sempre a sfavore dei dipendenti interni.

«È vero, l’azienda non ha mai pagato gli straordinari. Mai pagati e sempre fatti. Fino a circa un anno e mezzo fa (Adecco esiste in Italia dal 1998) l’orario di apertura delle filiali era dalle 9 alle 19 (in pausa pranzo, che non esisteva, si mangiava nel back-office nella speranza, vana, che nessuno entrasse in filiale: in quel caso ci si alzava con il boccone in boc ca e si lavorava), 10 ore al giorno dal lunedì al venerdì, di cui 8 pagate e 2 inesistenti. Dopo ci è stato gentilmente concesso di avere un degno pranzo con l’ufficio chiuso. Proprio degno non direi, visti i ticket restaurant di euro 4,13 fissi come valore dalla loro apparizione anni fa.

«Ora sembra vogliano retribuire gli straordinari, su autorizzazione, ma ovviamente verranno scalati dal famoso premio variabile.

«Se ne inventano di tutti i colori. Però, la contrattazione collettiva del Terziario non mi risulta possa essere scavalcata dalle decisioni societarie.

«Cosa dire del sottoinquadramento? È vero. In filiale, i responsabili di selezione e gestione sono un 3°livello Ccnl Commercio (circa 950 euro netti al mese); i direttori di filiale un 2° livello (circa 1000 euro netti al mese). Il fenomeno si ripete poi anche nelle zone/aree, livelli 2° e 1°.

«In quanto ai doveri e alle responsabilità dei dipendenti della filiale, parlare di sottoinquadramento è ben poco. La parte variabile della nostra retribuzione (che a sentire la nostra dirigenza tutti prendono, ma che solo loro o pochi eletti ne hanno visione) arriva di tanto in tanto, sempre che Adecco non si inventi qualche meccanismo perverso per non erogarla, vedi l’ultimo sistema gestionale interno MAC).

«Per chiarire questo punto è utile spiegare che tutte le filiali, pur non essendo in franchising, hanno un proprio conto economico costi/ricavi, dove il rischio di impresa va a gravare sui dipendenti e non sulla multinazionale. Gli stipendi dei dipendenti vengono pagati dalla filiale stessa e detratti dal ricavo della filiale.

«Il ricavo generato, con molta fatica, dalla filiale viene depurato dei costi noti ed occulti comunicati dalla sede (la maggior parte dei costi non sono verificabili da parte della filiale). Questa operazione produce un " pari a zero" o poco più per la maggioranza delle filiali.

«Stessa cosa succede per l’affitto del locale, utenze, mobilio, computers, auto aziendali con relativo carburante, note spese. Se i clienti non pagano le fatture alla giusta scadenza, si tolgono i soldi dal conto economico della filiale e dunque dagli stipendi dei dipendenti. Da considerare poi che una "risorsa" appena assunta percepisce la stessa retribuzione di un’altra con 4-5 anni di servizio, in quanto di premi e passaggi di livello non c’è traccia.

«Una volta l’anno si assegnano dei superminimi con degli incerti metodi di assegnazione (spesso a poche filiali con un discreto premio variabile mensile, a scapito delle filiali che sono a minimo salariale e che non per questo lo meritano di meno) e con importi irrisori.

«La verità è che ci sottopagano. Ogni anno viene comunicata una retribuizione più bassa (invece di crescere vista l’anzianità di servizio), o viene ritoccata, chiaramente in basso, quella già punitiva dell’anno precedente.

«È vero ciò che afferma il sindacato: stanno cercando di minimizzare sempre più la nostra retribuzione fissa, per poi dare l’apparenza (solo quella e mai euro sonanti) che con il premio retributivo variabile si può guadagnare di più.

«Adecco dice che i sistemi da loro inventati fanno guadagnare di più i dipendenti. Non è assolutamente vero. Percepiamo sempre di meno a fronte di un impegno e responsabilità sempre crescenti.

«Se Adecco è diventata quello che è lo deve ai suoi dipendenti, giovani e motivati che hanno sputato l’anima dietro questo lavoro. Il motto Adecco era "Le persone fanno la differenza". Bella frase d’impatto che i dipendenti della Adecco hanno fatto propria per dare valore aggiunto al servizio ed al proprio lavoro. Peccato che i nostri capi non capiscono che siamo noi, non loro, a fare la differenza. Adecco, leader mondiale nel settore risorse umane, ora agenzia per il lavoro, che non sa gestire le proprie risorse umane. È un paradosso!

«Se si fermano le filiali tutto salta. Se si fermano i piani alti nessuno se ne accorge. Anzi.

«Quello che ho scritto non è un caso personale, ma è il funzionamento a livello Italia. La cosa ancora più paradossale è che sarebbe un bel lavoro e a me piace molto, ma non possiamo essere i datori di lavoro di risorse "in somministrazione" percependo meno retribuzione e con meno garanzie di loro.

«Le motivazioni che spingono i dipendenti come me al malcontento ed allo scontro con l’azienda attraverso lo sciopero (questo è solo il primo) sono molteplici. Abbiamo aspettato tanto i famigerati cambiamenti, abbiamo chiesto sottovoce… Nessuna risposta degna di nota. Allora eccoci.

«Per far capire quanto siamo una "multinazionale": già circolano telefonate ai dipendenti per distoglierli dalla volontà di scioperare. Ma lo sciopero non è un diritto?»

Dipendente Adecco Italia spa