Adecco Italia: c’è l’accordo per trattare

21/04/2005

    giovedì 21 aprile 2005

    Adecco Italia
    C’è l’accordo per trattare

      È ripartito il dialogo sindacale alla Adecco Italia, agenzia di servizi per il lavoro operativa su tutto il territorio nazionale con oltre 2 mila dipendenti di cui una cinquantina operativi nelle 14 filiali bergamasche.

      Lunedì il lungo vertice sindacale svoltosi a Roma ha rotto l’impasse in cui le relazioni sindacali si erano ingessate alla scadenza degli accordi economici aziendali, ovvero alla fine di dicembre, e di cui la società non riconosceva l’ultrattività. La situazione aveva indotto i sindacati ad indire mezza giornata di sciopero per domani, agitazione ora rientrata con la sigla del verbale di accordo che delinea un nuovo percorso di dialogo da qui alla fine dell’anno.

      In particolare, il vertice romano ha sbloccato il confronto avviato nell’autunno scorso circa la definizione di «un modello di inquadramento commisurato alle competenze, professionalità e responsabilità dei dipendenti all’interno dell’organizzazione aziendale» nonché la definizione di «un nuovo complessivo sistema di retribuzione».

      Come sottolinea Enrica Torresani, delegata bergamasca della Filcams-Cgil della Lombardia che fa parte della delegazione sindacale nazionale a cui spetta la gestione della trattativa, il vertice di lunedì «ha ottenuto come risultato non solo quello di far ripartire concretamente la trattativa con l’azienda, ma anche la garanzia secondo cui, se non si giungerà entro la fine dell’anno ad una nuova formulazione del sistema retributivo aziendale, scatti il consolidamento di una parte delle retribuzioni con una quota fissa di 80 euro (parametrata al terzo livello) che sarà riconosciuta mensilmente al personale con una anzianità aziendale pari almeno a 24 mesi».

      L’importanza della ripresa della trattativa (il prossimo appuntamento è fissato il 18 maggio) è sottolineata da Torresani che, oltre alla garanzia dal punto di vista economico strappata «in un clima generale le cui premesse erano tutt’altro che favorevoli», evidenzia come «quanto si riuscirà a definire circa l’inquadramento professionale – oggi fermo a tre figure principali, ossia, amministrativo, selezione e commerciale – sarà sicuramente elemento guida per il futuro dell’intero settore delle agenzie di lavoro e di collocamento privato».