Adecco, guai contabili e dimissioni al vertice

19/01/2004

17 Gennaio 2004

IN PICCHIATA IL TITOLO DELL’AGENZIA DEL LAVORO
Adecco, guai contabili e dimissioni al vertice

ROMA
Trema la multinazionale svizzera Adecco, l’agenzia per il lavoro temporaneo numero uno al mondo, dopo i buchi contabili che hanno affondato il titolo in borsa e hanno portato ieri alle dimissioni del responsabile finanziario Felix Weber e dell’amministratore delegato di Adecco Staffing North America, Julio Arrieta.
«Non è emerso niente di nuovo rispetto a quello che sapevamo già. La domanda è: quanto è davvero inguaiata? Non si sa» commenta un analista intervistato ieri dal Financial Times online. In una nota ieri Adecco ha spiegato che in Nordamerica ci sono problemi con la sicurezza del sistema informatico, nell’armonizzazione dei conti e nella documentazione sistematica. Lo studio legale Paul Weiss, Rifkind, Wharton & Garrison Llp dovrà ora aiutare la società a risolvere il pasticcio. Nel frattempo la commissione di vigilanza della Borsa americana (Sec) e un procuratore di New York hanno avviato indagini. Adecco ha garantito la sua piena collaborazione.
L’azienda, che ha sede a Glattbrugg (in Svizzera), è leader del lavoro in affitto e proprio per questo i no global l’hanno presa di mira, considerandola, in qualche modo, un simbolo dello sfruttamento del lavoro a livello mondiale. Ma più che le molotov dei Black blocs, Adecco ora deve preoccuparsi dei problemi contabili della sua divisione Usa, la cui revisione ha portato al rinvio, sine die, dei risultati d’esercizio 2003 del gruppo, facendo gridare a un nuovo possibile caso Enron e bruciando in pochi giorni più di 5 miliardi di franchi svizzeri di valore di capitalizzazione in borsa.
Adecco nasce nel 1996 dalla fusione della svizzera Adia con la francese Ecco, dalla quale emerge un gigante da 28 mila addetti, un giro d’affari mondiale di 17,3 miliardi di dollari e una rete di 5.800 agenzie che operano in 63 paesi, con oltre 250 mila società clienti. In Italia Adecco mette radici nel 1997 e ha attualmente 500 filiali, sparse in tutto il territorio nazionale. Nella prima metà del 2003 ha dato impiego a 133 mila persone sul mercato del lavoro interinale. Il fulcro della sua attività è la Lombardia, che catalizza il 25 per cento dell’attività, seguita dal Triveneto (19%) e dal Nord-Ovest (15%). A livello mondiale sono gli Stati Uniti il cuore pulsante della sua attività ed è da qui che viene il 23 per cento del suo giro d’affari. Il gruppo offre i suoi servizi di lavoro a tempo in 40 settori di attività che spaziano dall’agroalimentare, alla telefonia, dall’aeronautica alle banche e dalle auto alla ristorazione. Il 90 per cento del fatturato viene dalla Adecco Stuffing, la divisione che opera nel lavoro ad interim, mentre il restante 10 per cento delle entrate se lo dividono altre tre divisioni: la Ajilon Professional, attiva nel reclutamento specializzato, la Career Service e la Hr Service, attiva nel reclutamento a rete.
Gli azionisti principali sono la Akita delle famiglie Floriel-Destezet col 18 per cento e lo svizzero Jacob Group con l’11,7 per cento.
La nota di ieri dell’azienda ha comunicato che il presidente del consiglio d’amministrazione John Bowmer assumerà la presidenza esecutiva del gruppo e si occuperà dei problemi di bilancio. Weber, informa sempre la società in un comunicato, sarà temporaneamente sostituito dall’attuale responsabile del controllo e finanza Andrei Cano.
All’inizio della settimana il gruppo di lavoro interinale aveva annunciato la scoperta di problemi contabili e rinviato la pubblicazione del bilancio di esercizio prevista per il 5 febbraio. La notizia aveva innescato una seduta choc in Borsa lunedì scorso, con un tonfo a fine giornata del 35 per cento. Ieri a Zurigo il titolo ha registrato ulteriori pesanti perdite: ha ceduto il 10,11 per cento. Bowmer ha dichiarato ieri che il consiglio d’amministrazione rimane fiducioso sul futuro di Adecco e che la liquidità o attivi equivalenti e investimenti a breve del gruppo a fine 2003 ammontavano a 900 milioni di euro.