Adecco cede, pagherà gli straordinari ai dipendenti

20/04/2005

    mercoledì 20 aprile 2005

    Adecco cede, pagherà gli straordinari ai dipendenti
    I sindacati strappano un accordo «di garanzia» alla multinazionale del lavoro interinale. Sciopero sospeso

    Manuela Cartosio

    Sotto la minaccia dello sciopero, Adecco ha ceduto: tratterà su tutti i punti al centro della vertenza aziendale che riguarda 2000 dipendenti. Il negoziato inizierà il 18 maggio. Se entro la fine dell’anno le parti non firmeranno un’intesa, entrerà in vigore l’accordo «di garanzia» che i sindacati hanno già messo in cascina lunedì, al termine dell’incontro con Carlo Scatturin, amministratore delegato di Adecco Italia. Forti di un risultato che potrà essere modificato solo in meglio, Filcams, Fisascat e Uiltucs hanno sospeso lo sciopero proclamato per venerdì.

    La novità più sostanziosa riguarda il pagamento del lavoro straordinario. «Se si fa, si paga», era la rivendicazione più sentita dai dipendenti della multinazionale dell’ex lavoro interinale. Un principio banale, fissato dal contratto nazionale, ma non applicato in Adecco. Dove vige la bizzarra regola che le prestazioni straordinarie sono assorbite dal premio di produzionale variabile, per di più calcolato non per l’intero gruppo ma per ogni filiale. Se la filiale a fine anno non raggiunge l’obiettivo fissato, lo straordinario passa in cavalleria, è lavoro gratis. D’ora in avanti non sarà più così. Lo straordinario sarà separato dal premio. «Definitivamente», commenta soddisfatto Massimo Nozzi, della Filcams Cgil nazionale.

    Anche l’aumento salariale ha il carattere della certezza: 80 euro su 14 mensilità per i dipendenti inquadrati al terzo livello, quelli con due anni di anzianità. Per il secondo livello l’aumento è di 93 euro. Sono cifre minime, alle quali il sindacato intende aggiungere altri 40 euro al tavolo della «vera» trattativa. Comunque vada, gli aumenti previsti dall’accordo di garanzia sono «fissi», sganciati da premi variabili, spesso concessi ad personam. I lavoratori, spiega Nozzi, hanno rivesciato la logica Adecco. Vogliono più salario per tutti e meno premi aleatori e individuali. Per l’azienda è stata «una grossa sorpresa» constatare che i dipendenti hanno preferito la solidarietà all’individualismo. Qquando si è resa conto che l’adesione allo sciopero sarebbe stata compatta, che l’opera di dissuasione cadeva nel vuoto, ha ceduto. Un qualche effetto, forse, lìha avuto anche la lettera, girata dal sindacato agli organi di informazione, in cui un lavoratore descrive dall’interno i metodi Adecco.

    Seppur a piccoli passi, nelle agenzie che «somministrano» lavoro la contrattazione aziendale sta diventando prassi consolidata. Rispetto ad altri settori, la sindacalizzazione resta bassa. All’Adecco gli iscritti al sindacato sono circa 200, i delegati eletti una ventina. Per Nozzi, che ha cominciato da rezo, questi numeri sono «più che buoni». Si contratta anche a Obiettivo lavoro, l’agenzia creata dalla Compagnia delle opere e dalla Lega delle cooperative («a comandare è sempre più la prima», precisa Nozzi). Il sindacato sta facendo breccia nel muro di Manpower, la multinazionale americana più refrattaria alle rivendicazioni collettive. Anche lì è in dirittura d’arrivo il primo contratto aziendale.