Addio all´unità, sindacati mai così lontani

22/02/2002
La Stampa web





(Del 22/2/2002 Sezione: Economia Pag. 2)
Addio all�unit�, sindacati mai cos� lontani
Ma sui licenziamenti il fronte resta compatto

ROMA

Per l�unit� sindacale, dicono in molti, � l�ora pi� grave. Cisl e Uil pronte a trattare col governo e le imprese, la Cgil che proclama lo sciopero generale. Eppure c�� qualcosa che non quadra. Ecco la fotografia del sindacato �spaccato�. Capitolo uno, la logistica. La Cgil far� presidi e proteste in giro, una manifestazione nazionale il 23 marzo a Roma, e uno sciopero generale di otto ore il 5 aprile. La Cisl ha in programma il 9 marzo manifestazioni in molte citt�, e dall�11 al 15 metter� in moto una �Carovana del lavoro� con firme e petizioni. La Uil organizza il 16 marzo un �Work Day� in tutti i collegi elettorali. Capitolo due, la politica, questo � pi� facile: tutti e tre vogliono la scomparsa della riforma dell�articolo 18 dalla delega sul lavoro, pi� le note critiche alle deleghe su fisco e previdenza. Capitolo tre, le minacce. La Cgil gi� l�ha detto, non tratta con le imprese e far� una gigantesca manifestazione e lo sciopero generale. La Cisl tratta, ma dice che se alla fine del negoziato nella delega ci sar� ancora la riforma dei licenziamenti, proclamer� lo sciopero generale. La Uil tratta, ma se si parla di articolo 18 si alza dal tavolo, e annuncia che far� come la Cisl: se la delega toccher� l�articolo 18, sar� sciopero generale. Insomma: se sulla tattica da seguire la differenza tra Cgil, Cisl e Uil non potrebbe essere maggiore, nel merito non � poi cambiato molto. Sar� tutt�altro che facile il negoziato tra sindacati e imprese, di cui marted� le parti insieme al ministro del Welfare Roberto Maroni indicheranno l��agenda� e il calendario. Se non altro, la strada appare ripida e irta di difficolt�. Tra i protagonisti �principali�, Confindustria partir� all�assalto sui licenziamenti, ma anche sul sistema contrattuale. Cisl e Uil sono pronte a discutere, ma per adesso sembrano ribadire un �niet� insormontabile allo smantellamento dell�articolo 18. Quando si discuter� dell�articolo 10 della delega – quello su licenziamenti e arbitrato – il confronto potrebbe incagliarsi. Sergio Cofferati afferma che quel confronto � una trappola, che Pezzotta e Angeletti – in buona fede o meno – finiranno per essere risucchiati nella ragnatela del duo Maroni-D�Amato. Angeletti e Pezzotta replicano che restando al tavolo negoziale la battaglia per la difesa dell�articolo 18 sar� pi� facile, che il tempo lavora a favore del sindacato e della costruzione del consenso. In pratica, che a Palazzo Chigi � stato consumato il primo passo dello smantellamento della delega. Luned� i tre segretari generali si incontreranno: non potranno che registrare il totale dissenso sul da farsi. Sar� importante verificare come �si lasceranno� Pezzotta, Angeletti e Cofferati. Se lasciando aperta una porta a una composizione unitaria, magari tra qualche settimana, o con una rottura fragorosa e polemica tra le rispettive organizzazioni. Ieri, per gli stati maggiori sindacali, � stata la giornata delle messe a punto interne. In casa Cisl, tutti i mal di pancia dei giorni scorsi sembrano superati: la linea Pezzotta – il governo ha fatto un passo indietro grazie alle lotte, la delega � stata bloccata, e se ci sar� la modifica dello Statuto dei Lavoratori sar� lotta – ha ricevuto larghissimo consenso dal gruppo dirigente, anche dalle pi� scettiche categorie dell�industria. L�organizzazione, dunque, si fida del suo attivissimo (un po� in �solitaria�) segretario generale. La segreteria della Uil ha sanato quasi completamente le divergenze insorte nella notte a Palazzo Chigi, imponendo un sottile �distinguo�: se al tavolo negoziale verr� posto il tema dei licenziamenti, il sindacato di Angeletti �non discuter�. Sempre Angeletti, ieri, ha riferito una dichiarazione di Berlusconi: che se le parti sociali riusciranno a trovare �soluzioni diverse� non � detto che si debba intervenire sull’articolo 18. In pratica, spiega Angeletti, �il governo si � dovuto mettere la delega in tasca, e adesso dovr� gettarla nel cestino�. Come c�era da attendersi, anche la Cgil � tutta compatta dietro il suo segretario generale. Che con la proposta dello sciopero generale e della manifestazione (prevedibilmente oceanica) del 23 marzo ha lanciato un segnale al �popolo� cigiellino, che da tempo richiedeva di passare alle maniere forti contro l�Esecutivo e contro Confindustria, che – annuncia Cofferati – si accinge a lanciare un piano di drastica revisione del sistema contrattuale. Del resto, gi� ieri in molte fabbriche della Lombardia, dell�Emilia-Romagna e del Piemonte si � messo in moto il tam-tam delle assemblee e delle fermate �spontanee� della produzione. Una scelta di �responsabilit� e di coerenza�, spiega il leader Cgil, contro quella che gli � apparsa una �soluzione precostituita�.

Roberto Giovannini


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