Addio al padre dell’hard discount

29/07/2010

L’uomo che è diventato miliardario vendendo latte e detersivi a prezzi stracciati, che ha influenzato senza volerlo la nascita di compagnie aeree, catene di hotel e marchi automobilistici low cost e che ha plasmato la mentalità dei tedeschi, insegnando loro quella parsimonia nei consumi tanto criticata Oltreoceano, se n’è andato come aveva vissuto: in silenzio e lontano dai riflettori. Theo Albrecht, il leggendario imprenditore che ha creato col fratello Karl l’impero dei discount Aldi (acronimo di Albrecht Discount), è spirato sabato a 88 anni. La sua morte è stata resa nota soltanto ieri, a funerali ormai conclusi.
Dal mondo politico e imprenditoriale tedesco, ma anche dall’eterno rivale Lidl sono piovuti messaggi di cordoglio e di stima. Insieme a Karl, più vecchio di lui di due anni, Theo Albrecht non ha solo fondato la catena di supermercati a basso costo oggi più grande in Europa, bensì ha ideato anche un principio, quello del discount. Qualità a prezzi imbattibili, assortimento ridotto al minimo e niente fronzoli tra gli scaffali sono i principi del “modello Aldi”, quella formula copiata in tutte le salse che ha fatto dei fratelli Albrecht i tedeschi col conto in banca più alto. L’elenco dei miliardari federali è guidato infatti da Karl, con un patrimonio stimato in circa 17 miliardi, seguito da Theo, con 16 miliardi. E pensare che hanno iniziato entrambi dal nulla: nel 1946, tornati dal fronte, rilevano dalla madre un piccolo negozio di alimentari a Essen, nel cuore della Ruhr. Negli Anni Sessanta si dividono la Germania, lungo quello che ancora oggi i tedeschi chiamano “l’equatore Aldi”: Theo si prende le filiali nel Nord del Paese, Karl quelle del Sud. L’accordo esclude qualsiasi guerra fratricida. Le due società crescono fino a diventare un gigante che oggi conta 8.000 filiali sparse tra Europa, Usa e Australia.
Nel 1993 Theo lascia la guida di Aldi Nord ai due figli, Berthold e Theo junior, tuttavia continua a influenzare tutte le decisioni strategiche. E lo fa dall’ombra. Theo Albrecht era infatti una sorta di fantasma: nessuno conosce il giorno e il luogo esatto della sua nascita, la sua ultima foto è stata scattata – contro la sua volontà – negli Anni Ottanta e la sua ultima intervista risale al 1971, quando decise di scomparire dal palcoscenico pubblico. Nel novembre di quell’anno due criminali lo sequestrano per 17 giorni e lo rilasciano dopo aver intascato un riscatto di 7 milioni di marchi.
Nonostante l’immenso patrimonio accumulato Theo conduceva una vita molto modesta. Si racconta che nel 1971 i suoi rapitori, vedendolo arrivare in un completo di scarso valore, gli chiesero la carta di identità. Volevano esser certi di aver preso il mitico Theo Albrecht e non l’ultimo dei suoi impiegati.