Ad aprile cassa integrazione record

03/07/2004




sabato 3 Luglio 2004

Hanno pesato le difficoltà dell’industria dell’auto. Continua il calo degli occupati nelle grandi imprese
Ad aprile cassa integrazione record

MILANO È stato un aprile boom per la cassa integrazione nelle grandi imprese, cresciuta a livelli mai visti negli ultimi quattro anni soprattutto a causa delle difficoltà del settore della produzione di auto. Ad aprile, oltre tutto, è anche continuata l’emorragia di posti di lavoro nelle aziende con più di 500 dipendenti, con la grande industria che ha lasciato a casa circa 23mila addetti. I dati resi noti dall’ Istat mettono in allarme i sindacati, convinti che sia l’ora di agire per ridare competitività alla grande industria.
Nel mese di aprile l’utilizzo della cassa integrazione guadagni nelle grandi imprese (vale a dire quelle con più di 500 addetti) è stato pari a 15,4 ore per mille lavorate, con un aumento di 5,3 ore per mille lavorate rispetto ad aprile 2003: si tratta del dato più alto da almeno quattro anni. La situazione è particolarmente negativa per l’industria, dove ad aprile le ore di cig sono state 35,2 ogni mille lavorate (+12,2 ore su aprile 2003). Nelle grandi imprese dei servizi (dove il ricorso alla cassa integrazione si concentra nel settore del commercio), invece, le ore di cig utilizzate ad aprile sono state pari a 1,9 per mille ore lavorate (+0,8 ore su aprile 2003).
A pesare sul dato record di aprile è in particolare il settore della produzione di mezzi di trasporto, dove ad aprile le ore di cassa integrazione sono state 103, il dato più alto dopo le 166 registrato ad agosto 2002. E, in particolare, il comparto autoveicoli ha registrato un’impennata a 215,7 ore di Cig su mille lavorate: per ritrovare un dato più alto occorre risalire sempre ad agosto 2002, quando le ore furono 428. Le ore di cassa integrazione di grandi aziende come Fiat (ad aprile ci furono lunghe pause a Mirafiori e Termini Imerese) ed Aprilia hanno dunque lasciato il segno.
Ma segnali negativi dalla grande industria continuano a pervenire anche sul fronte dell’occupazione. Ad aprile è continuata l’emorragia di posti di lavoro che va avanti da anni e che ha visto il 2003 chiudersi con un saldo negativo di 21mila posti. Questa volta nelle grandi imprese il calo mensile, al lordo della cig, è stato di 16mila posti, pari a -0,9%. Tra industria e servizi c’è però una differenza sostanziale: nella prima si perdono 23mila posti, mentre nell’altro settore di attività se ne guadagnano 7mila.
«Il destino della produzione industriale – commenta il segretario confederale della Cgil, Marigia Maulucci – si fa sempre più nero e con esso le possibilità di invertire la recessione e favorire la competitività dei nostri prodotti. Mentre il governo si appresta a tagliare gli incentivi alle imprese, la Cig vola a quote mai raggiunte negli ultimi quattro anni e l’occupazione nella grande impresa continua a crollare. Mentre la casa brucia,il governo si occupa d’altro».