Acqua Marcia punta a 8 hotel

27/01/2003




Domenica 26 Gennaio 2003
TURISMO


Acqua Marcia punta a 8 hotel

Il gruppo vuol crescere con lo shopping

M.CAV.


MILANO – Acqua Marcia accelera sugli investimenti alberghieri e punta a diventare una catena di dimensioni medio-piccole ma di buona qualità, con 1.600 camere nel 2005, che finiranno sotto il controllo della subholding Commercio e Turismo. La strategia è quella dell’acquisizione di nuove strutture fino ad arrivare in breve a un totale di otto-nove alberghi, non più con l’affidamento in gestione ma con contratti di management. E a questo proposito ci sarebbero già contatti molto avanzati con un paio di grandi nomi dell’hotellerie internazionale. Non a caso il contratto di management è una formula piuttosto rara in Italia, applicata finora solo dalle grandi catene straniere, che vede il proprietario dell’immobile pagare un gestore per la sua attività, mantenendo interamente o in buona parte il rischio d’impresa. Tornando al piano di sviluppo di Acqua Marcia, questo prevede un contratto di management sull’unico dei cinque hotel siciliani che non è stato dato in gestione alla Turin Hotels International, ovvero l’Excelsior Palace Hotel di Palermo, e per il quale sarebbe vicino l’accordo con una catena. Forse è già definito invece il contratto di management per Mulino Stucchi (380 camere e un centro congressi), l’immobile di Venezia che in parte è stato venduto per appartamenti. Entro il 2005 si aggiungeranno due alberghi a Roma. In seguito arriverà anche Milano, dove ci sono trattative in corso che potrebbero portare la catena a circa 2mila camere. «Ci piacerebbe anche Firenze, in modo da essere presenti in tutte le principali città italiane», commenta Francesco Bellavista Caltagirone, azionista di riferimento della società. Ma lo sviluppo di Acqua Marcia, che secondo Caltagirone sta procedendo «come e meglio del previsto», passa anche dai servizi aeroportuali e dall’immobiliare. Negli aeroporti, Acqua Marcia è presente con Ata (97% Acqua Marcia) e Ata Handling (65% Acqua Marcia, con il 35% in mano a soci operativi) che quest’anno fattureranno circa 50 milioni di euro con la gestione di tutti i servizi di terra a Bologna e Venezia, oltre al 30% circa dei servizi offerti negli scali milanesi di Linate (Ata ha anche i servizi della parte dedicata ai voli privati) e Malpensa. «Puntiamo anche all’aeroporto privato di Venezia – dichiara Francesco Bellavista Caltagirone – terzo in Italia dopo Milano e Roma». Infine il capitolo dell’immobiliare, attività che l’anno scorso ha portato vendite (compromessi) per quasi 100 milioni di euro e per la quale Caltagirone si propone di realizzare lo stesso livello di business quest’anno. Questo segmento in futuro è destinato ad essere meglio definito all’interno del perimetro di attività, perché le prime producono cessioni, mentre le altre producono direttamente reddito.