Accuse alla Cgil per un comunicato Fiom alla Zanussi

12/04/2002
La Stampa web





(Del 12/4/2002 Sezione: Interni Pag. 8)
SINDACATO SOTTO ACCUSA PER «L´INFORTUNIO» DI SUSEGANA (TREVISO)
Accuse alla Cgil per un comunicato Fiom alla Zanussi
«Quel dirigente lavorava al Libro bianco con Biagi». Maroni: «Inquietante»

ROMA

La Fiom e la Cgil si chiudono a riccio, negano ogni intento intimidatorio, e spiegano che semmai sono gli industriali e il governo a tentare di strumentalizzare il comunicato emanato alla Zanussi-Electrolux di Susegana, a Treviso. Eppure, a taccuini chiusi, i dirigenti del sindacato dei metalmeccanici e della confederazione fanno capire eloquentemente che quel comunicato interno – che chiede all´azienda di «dissociarsi» dalle posizioni di Confindustria sull´articolo 18 e punta il dito contro esponenti Zanussi che hanno collaborato con Marco Biagi al «Libro bianco» – è stato un grave errore. La vicenda nasce nei giorni scorsi, e quasi casualmente, alla Zanussi di Susegana. Un gruppo, quello Zanussi-Electrolux, dove da molti anni è in piedi un sistema di relazioni industriali «particolare», molto creativo: qui si cominciò a parlare all´inizio degli Anni 90 di «partecipazione dei lavoratori», e qui è stata anche tentata (senza successo) la sperimentazione del «lavoro a chiamata». Tra i protagonisti del «modello Zanussi» c´è Maurizio Castro, direttore delle risorse umane del gruppo e considerato tra i principali esperti italiani di relazioni industriali. Poco tempo fa, su sollecitazione dell´azienda, si è aperto un «normale» negoziato sull´orario e gli straordinari. Non è però «normale» il momento: c´è lo scontro in atto sull´articolo 18, ci sono stati molti scioperi, tra i lavoratori il clima è pesante. E al tavolo negoziale il rappresentante della Fiom ha pensato bene di proporre all´azienda uno «scambio»: il sindacato dice sì agli straordinari, e l´azienda si dissocia (come hanno fatto altri) dalla linea confindustriale sull´articolo 18. Richiesta respinta, e martedì 9 in bacheca viene affisso un comunicato (firmato dalla Fiom di Treviso e dalla Rsu Fiom di Susegana) che afferma due cose: primo, che intese sugli straordinari ci saranno solo dopo la conclusione della vertenza nazionale sull´articolo 18. Secondo, «ricordiamo ai lavoratori – si legge – che l’Electrolux non si è dissociata dalle iniziative che Confindustria e governo sostengono», e che inoltre «l´azienda partecipa attraverso i suoi dirigenti alla stesura delle norme che il governo vuole attuare». Il riferimento (anonimo ma trasparente) va a Maurizio Castro, che ha fatto parte del gruppo che ha collaborato alla stesura del «Libro bianco» e che più di recente lavorava alle bozze dello «Statuto dei Lavori». Una informazione non di dominio pubblico, ma pure conosciuta tra gli addetti ai lavori. E a quanto pare lo stesso Castro sulla «Tribuna» di Treviso aveva ricordato che Marco Biagi aveva collaborato alla revisione del modello Zanussi. Tanto che per Castro era stata decisa una «tutela». Nelle sedi sindacali ci si rende ben presto conto della gravità di questa affermazione. Non vi era certo alcuna intenzione negativa, spiegano alla Fiom: si tratta più che altro della leggerezza di un delegato (che passerà molti guai, a sentire i commenti Fiom). La prima reazione è di Federmeccanica. Il direttore generale dell´associazione degli industriali metalmeccanici, Roberto Biglieri, parla di un «atto gravissimo», e chiede alla Fiom una presa di distanza «tangibile e concreta». Ieri, poi, è stato un vero e proprio bombardamento. Il ministro del Welfare Roberto Maroni definisce la vicenda «grave e inquietante» e chiede al sindacato di dissociarsi da «espressioni gravi, minacciose e intimidatorie». Il sottosegretario Maurizio Sacconi si dice «preoccupato», e i capigruppo della Cdl al Senato rivolgono un’interrogazione al ministro degli Interni e al ministro del Welfare. E in una lettera al presidente Federmeccanica Bombassei lo stesso Castro denuncia la chiusa del comunicato: «Quelle parole sono come pietre». Sul fronte sindacale, il numero uno della Fim-Cisl Giorgio Caprioli parla di «grave errore politico»; la Uilm denuncia «affermazioni inquietanti». Il leader Uil Luigi Angeletti invece si dice preoccupato per le strumentalizzazioni: alla vigilia dello sciopero, dice, «tutti gli argomenti sono ottimi pretesti per sparare contro il sindacato». Tutta difensiva la posizione della Fiom-Cgil. In una nota si dice che il volantino è oggetto di «gravi e strumentali attacchi», quando invece lì «viene ribadito quanto già richiesto all’azienda al tavolo negoziale e cioè una presa di distanza dalla linea politica sostenuta dalla Confindustria a livello nazionale». «La Fiom e la Cgil – si legge – non hanno nella loro storia, nei loro comportamenti e nei loro valori alcuna forma di violenza, hanno sempre lottato contro il terrorismo e difeso anche attraverso il rispetto per le persone la democrazia».

Roberto Giovannini