Accordo separato sul commercio

27/02/2011

Proprio nel giorno in cui il leader della Cgil, Susanna Camusso, dice a Cisl e a Uil «fermatevi» perché «quella degli accordi separati è una deriva pericolosa e dà ragione a chi vuol portare alla deriva il Paese» è stata firmata separatamente l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto del terziario da Confcommercio, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil: per i 2 milioni di addetti del settore è previsto un incremento salariale medio al 4° livello di 86 euro, con un aumento lordo di 1.800 euro in tre anni (secondo il calcolo della Fisascat). L’intesa ha una durata triennale e accoglie la disciplina dell’arbitrato e della certificazione prevista dal collegato lavoro. Le parti hanno concordato «l’innovazione del secondo livello con l’introduzione delle deroghe e di un modello per incidere più efficacemente sui temi legati alla produttività, all’organizzazione del lavoro e al servizio al cliente», spiega Bruno Boco, segretario generale della Uiltucs. Pierangelo Raineri, della Fisascat Cisl aggiunge che «questo rinnovo sancisce in pieno l’applicazione del patto per lo sviluppo del terziario sottoscritto tra le parti e farà da apripista alla contrattazione integrativa delle aziende del settore e al decollo del livello decentrato in un nuovo sistema contrattuale che potrà sviluppare dinamiche salariali legate alla produttività». L’accordo valorizza la bilateralità prevedendo forme di cogenza per l’adesione al sistema di welfare e bilateralità e interviene sull’assenteismo per malattia con un potenziamento, tra l’altro, delle tutele a favore dei lavoratori colpiti da gravi patologie. Infine introduce gradualità nel monte ore dei permessi individuali legato all’anzianità di servizio.
Filcams-Cgil, ieri sera, al momento della scrittura dell’ipotesi di accordo, si è alzata dal tavolo perché «oltre all’assunzione dell’Ipca, quale meccanismo di calcolo degli incrementi salariali, viene introdotto l’istituto delle deroghe, attraverso il quale la funzione del contratto nazionale viene indebolita. Inoltre, l’ipotesi sottoscritta assume i contenuti del collegato sul lavoro, sul quale la Cgil ha espresso analogo dissenso, a partire dalle clausole compromissorie e dalla certificazione», spiega Mariagrazia Gabrielli segretaria nazionale della Filcams. Ma l’ipotesi di accordo contiene altri punti negativi, «come quello relativo alla malattia, che prevede la fuoriuscita dall’Inps, e il peggioramento della normativa sul pagamento dei primi tre giorni. Inoltre il secondo livello esce ridotto e condizionato dalle deroghe».

Dopo la riforma del 2009, se nel pubblico la Pa e la scuola hanno recentemente firmato un rinnovo separato, nel privato questa è la seconda intesa senza la Cgil (dopo i metalmeccanici). Francesco Rivolta che ha guidato la delegazione di Confcommercio però invita a riflettere «sugli importanti passi in avanti. Nonostante la bassa crescita del settore il contratto ha garantito aumenti calcolati sulla base dell’Ipca, e cioè il 5,61% nel triennio». Nello stesso tempo «sono stati eliminati gli abusi per rafforzare i diritti. Per la malattia è stato stabilito che per i primi tre giorni e per i primi due eventi il pagamento è al 100%, ma a partire dal terzo evento i primi tre giorni saranno pagati al 50% per certificazioni mediche al di sotto dei 12 giorni. In compenso abbiamo aumentato le tutele per le malattie gravi», continua Rivolta.
Tra i temi dominanti della trattativa c’è la produttività: «Abbiamo cancellato gli automatismi e da ora in avanti si ragionerà su parametri oggettivi – dice Rivolta –. Il secondo livello da un lato è diventato uno strumento per derogare al primo e dall’altro è la sede dove verrà calcolato il salario variabile, legato alla produttività». Infine, conclude Rivolta, «è stato rafforzato, con elementi a carico di lavoratori e imprese, il welfare del settore, uno dei più importanti con un fondo sanitario integrativo che ha un milione e 200mila iscritti».