Accordo per Postalmarket

14/07/2003



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  Economia e lavoro




domenica 13.07.2003
occupazione
Accordo per Postalmarket
Saranno garantiti i 570 posti

MILANO Accordo raggiunto, giovedì notte a Roma, per la Postalmarket di Peschiera Borromeo, E secondo i sindacati
di categoria, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil di Milano,
insieme con i sindacati confederali territoriali e la Rsu si tratta di «un
accordo positivo».
Il problema centrale di tutta la trattativa era il futuro occupazionale
per i 570 dipendenti di quella che a lungo è stata l’azienda leader in Italia per la vendita per corrispondenza: l’accordo sancisce la graduale assunzione di tutti i lavoratori da parte del gruppo Bernardi, che ha 120 negozi di abbigliamento di media dimensione in tutta Italia e una estesa rete commerciale.
L’accordo prevede una chiamata al lavoro scaglionata dei dipendenti
in cassa integrazione in tre anni sia per la vendita per corrispondenza,
sia per la riconversione dei lavoratori a lavorare in un centro commerciale. «Senza questo accordo oggi non avremmo più la Postalmarket – sottolineano i sindacati – e non avremmo il tempo necessario per lavorare insieme sul domani. Ma l’intesa non può essere esaustiva di tutti i problemi, a partire da come il gruppo Bernardi riuscirà a rilanciare l’impresa».
Infatti, mentre è certo che a gruppi di venti alla volta, i lavoratori destinati a riavviare la Postalmarket rientreranno al lavoro entro settembre (verosimilmente con l’obiettivo di preparare il nuovo catalogo primavera-estate 2004), non esistono ancora certezze circa il ricollocamento per le 470 persone che, nei piani dell’azienda, dovrebbero essere occupate in un nuovo centro commerciale nell’area Milanese, il cui progetto però è incagliato in pesanti intoppi amministrativi: la zona scelta dalla Bernardi, infatti, si trova all’interno di un parco agricolo tutelato da vincoli ambientali.
Ora, intanto, l’intesa sarà sottoposta a un referendum fra i lavoratori
ai quali Cgil, Cisl e Uil chiedono di votare “sì”. Al momento i 570 lavoratori sono in cassa integrazione a zero ore. L’atto di vendita definitivo al gruppo Bernardi – hanno spiegato i sindacati – avverrà con la cessazione dell’amministrazione straordinaria a fine mese.