Accordo per i dipendenti degli studi

11/07/2003



      Venerdí 11 Luglio 2003
      Professioni


      Dopo quattro anni accordo per i dipendenti degli studi


      ROMA – Scongelato il contratto collettivo di lavoro per i dipendenti degli studi professionali. Dopo un periodo di stallo e vacatio durato quasi quattro anni, ieri la Consilp, la confederazione nazionale dei liberi professionisti, e Confedertecnica, che raggruppa le sigle delle professioni tecniche, hanno siglato con il ministero del Lavoro l’accordo che coinvolgerà 1,2 milioni di dipendenti, oltre 2 milioni se si considerano anche quelli appartenenti alle associazioni rappresentative delle professioni non regolamentate. La Cipa, invece, fino a ieri non aveva ancora sciolto la riserva sulla sua adesione all’intesa. Un successo, tuttavia, che si lascia assaporare per troppo poco tempo. Se l’ultimo contratto, firmato nel giugno del 1997 era scaduto il 30 settembre del ’99, quello di oggi, costato anni di trattative, giungerà al suo epilogo già il prossimo 30 settembre. Tutto da rifare, perciò, tra circa due mesi. Complice la recente riforma del mercato del lavoro, ma anche ragioni, per così dire, strutturali, ossia attinenti la natura stessa dell’atto contrattuale: «La sfida – spiega Gaetano Stella, presidente di Consilp – è stata quella di tentare un’iniziativa tutta nuova, vale a dire un contratto unico diretto a disciplinare in modo uniforme l’intero settore. Di qui le molte difficoltà derivanti dalla varietà delle professionalità interessate».
      Tra l’altro, la parte che ha creato più problemi al rinnovo del contratto non è stata quella economica, ma quella normativa. Sulla prima, infatti, il consenso delle diverse parti sociali era già stato raggiunto nell’ottobre del 2001: «Per quanto riguarda gli arretrati da corrispondere, la questione – continua Stella – è stata risolta grazie a piani di rientro, adeguando le retribuzioni previste dal precedente contratto. Difficile è stata, al contrario, l’intesa su tutti gli aspetti relativi alla gestione del rapporto di lavoro».
      Tra le principali novità del contratto vanno segnalate: una maggiore flessibilità dell’orario lavorativo; l’istituzione di una cassa assistenziale integrativa, garanzia per i dipendenti di assistenza sanitaria supplementare da parte del datore di lavoro, che copre interventi per gravi malattie.
      E, ancora, la previsione di un fondo permanente finalizzato alla formazione del personale.

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