Accordo fra Daimler e Renault Sì alla grande alleanza sul Reno

06/04/2010

Quote incrociate del 3% e cooperazione sulle auto piccole
MILANO — ( n.sa.) L’annuncio dell’accordo ormai sembra questione di ore. L’alleanza tra Daimler e Renault-Nissan è in dirittura d’arrivo e secondo la stampa nipponica sarebbe già stata siglata e l’annuncio sarebbe questione di pochissimo (si parla di domani). Secondo le indiscrezioni delle ultime settimane tra i due big europei dell’automobile le trattative prevedrebbero uno scambio azionario incrociato del 3%.
La partnership, sempre secondo le indiscrezioni del quotidiano Nikkei, dovrebbe portare a regime ad una produzione comune di 350.000 auto, suddivise tra lo stabilimento Smart di Hambach (versione due porte) e quello di Renault a Novo Mesto, in Slovenia (versione quattro posti). L’obiettivo per entrambe le aziende sarebbe quello di arrivare, attraverso la condivisione della progettazione e dello sviluppo e, in seguito, degli acquisti e della produzione, a risparmi dell’ordine di 5 miliardi di euro.
Oltre alle nuove «city car», il progetto prevedrebbe la condivisione di componenti chiave nella produzione dei modelli Smart di Daimler e Twingo di Renault, e Daimler potrebbe fornire i sistemi di trasmissione realizzati da Mercedes Benz al marchio di lusso Infiniti di Nissan. Inoltre, l’alleanza Renault-Daimler dovrebbe portare alla progettazione di nuovi motori nella fascia tra 1.2 e 1.8 litri di cilindrata che dovrebbero essere prodotti da Renault per entrambi i costruttori. I motori sarebbero infatti destinati alle nuove generazioni delle Mercedes Classe A e Classe B e delle Renault Clio e Megane. Infine, ci potrebbe essere un’estensione della cooperazione tecnica ed industriale nel redditizio settore dei veicoli commerciali leggeri dove Daimler ha la necessità di nuovi motori con consumi più contenuti. La soluzione potrebbe venire da Renault che, proprio in questi giorni, ha presentato un nuovo motore 2.3 dCi Euro5 con tre livelli di potenza (100, 125 e 150 Cv) che assicura importanti risparmi di carburante e costi di gestione inferiori del 40% rispetto al predecessore.
Il board di Renault ha tenuto una riunione straordinaria martedì pomeriggio per discutere i piani, ha detto una fonte della casa auto alla Reuters la scorsa settimana. Renault possiede già il 44,3% della Nissan mentre la società giapponese detiene il 15% nel partner francese. «Sui modelli piccoli abbiamo assolutamente bisogno di un partner», aveva detto nei giorni scorsi Joachim Schmidt, responsabile vendite e marketing di Mercedes-Benz, al Salone dell’auto di New York, confermando i colloqui tra la casa tedesca e il gruppo d’Oltralpe. Una cooperazione che dunque potrebbe partire dalle vetture di piccole dimensioni per poi essere eventualmente estesa anche ai veicoli commerciali. E sul fronte delle alleanze è intervenuto ieri Automotive News: «Il significato della vendita di Volvo da parte di Ford alla cinese Geely non è sfuggito agli Alfisti» che per anni «hanno ponderato come le cose per Alfa sarebbero potute andare diversamente — forse molto meglio— se Ford avesse acquisito Alfa nel 1986. La cessione di Volvo mette — afferma Automotive News in un’editoriale — definitivamente fine a tali valutazioni. Nel 1986 Alfa era nelle mani del governo e Ford si era proposta di acquistarne un 20% e, in caso di successo, di salire fino al 100% della casa automobilistica». Alla fine la Fiat aveva acquistato Alfa nel 1987. «Alfa non ha riscosso un gran successo sotto Fiat. Ma è ancora un marchio europeo e il suo destino è deciso a Torino. E questo è quello che alcuni osservatori hanno messo in evidenza la scorsa settimana dopo che Ford ha ceduto Volvo a Geely. Ford ha già venduto Aston Martin e Jaguar Land Rover: se Ford avesse comprato Alfa, secondo alcuni, attualmente il marchio sarebbe probabilmente controllato da una società cinese».