Accordo difficile sulla riforma delle professioni

27/02/2003




Giovedí 27 Febbraio 2003


Accordo difficile sulla riforma delle professioni
Le Associazioni dettano le condizioni


ROMA – C’è qualche giorno in più per tentare di arrivare a un testo concordato tra Ordini e Associazioni non riconosciute sulla riforma delle professioni. La prossima riunione degli esperti coordinati dal sottosegretario alla Giustizia, Michele Vietti, si terrà mercoledì prossimo. La commissione, dunque, beneficerà di una mini-proroga rispetto al termine del 28 febbraio. Nel frattempo, al ministero della Giustizia si cercheranno gli spazi per non chiudere la porta alle richieste delle Associazioni. Ieri, Giuseppe Lupoi, portavoce del Colap, il comitato che riunisce le organizzazioni delle professioni non strutturate in Ordini, ha presentato a Vietti una lunga serie di controdeduzioni al testo reso noto la settimana scorsa. Per la verità, si tratta di una stroncatura, poiché Lupoi ritiene che la riforma disegnata dalla commissione «accredita un sistema nel quale non possono emergere se non le professioni organizzate in forma ordinistica». Per il Colap, ma anche per la Fita (la federazione del terziario avanzato), l’aspirazione a creare un sistema duale – dichiarata a parole – è nei fatti fallita. Visto che le professioni oggi non organizzate in Ordini non potranno mai essere riconosciute in Associazioni per la preclusione a identificare come professione l’insieme di attività che hanno una «connotazione qualificante» per gli iscritti negli Albi. Si tratta di uno sbarramento che, grazie anche alla genericità, può essere a 360 gradi, tanto più che – fa notare Lupoi – tutte le professioni ordinistiche (anche gli spedizionieri doganali, per fare un esempio) sono caratterizzate, nella proposta della commissione, da un interesse di natura costituzionale. A ciò si aggiunga che il progetto prefigura una ridefinizione delle esclusive con i decreti legislativi con cui si dovrebbero rivedere i singoli ordinamenti professionali. E, secondo Lupoi, si aprirebbero spazi per rafforzare le esclusive con i provvedimenti approvati dagli stessi Ordini. Ieri, Lupoi ha chiesto a Vietti di rinunciare a questi meccanismi che nei fatti pregiudicano la nascita del sistema duale. Per il portavoce del Colap non deve essere precluso il riconoscimento di Associazioni che riguardino specializzazioni afferenti a professioni ordinistiche, fatto salvo che i presupposti per l’adesione, in questo caso, sono l’iscrizione all’Albo e l’assenza di procedimenti disciplinari. Le Associazioni riconosciute dovrebbero essere "censite" in un Registro presso la Giustizia: il fine è quello di «dare evidenza dei requisiti professionali, anche specialistici, dei propri iscritti nei confronti della collettività». Spetterebbe alle associazioni definire i criteri qualificativi necessari al rilascio ai propri iscritti dell’attestato di competenza.