Accordi armonizzati per i portavalori

07/03/2014

Dopo un negoziato durato mesi si è arrivati all`armonizzazione dei contratti per i quasi 45mila dipendenti di istituti e imprese di vigilanza privata e servizi fiduciari tra l`Anivp, l`Assvigilanza e l`Univ per la parte datorìale e Filcams-Fisascat per quella sindacale. Per questo a copertura delle differenze economiche tutte di derivazione contrattuale per il periodo febbraio 2013-gennaio 2014, le parti hanno concordato l`erogazione al personale di una somma a titolo di una tantum compresa tra i 728,57 euro peri quadri e i 364,29 euro per i16° livello delle aree professionali. Per il livello medio, i13° ,è stato previsto un importo pari agio euro. Gli importi saranno corrisposti, laddove non siano stati anticipati, in tre tranche: il 33% dell`una tantum o del differenziale a maggio di quest`anno, un ulteriore 33% a maggio del 2015 e il restante 34% a novembre de12o15. Con l`accordo le parti hanno anche ribadito che la bilateralità di settore rappresenta e continuerà a rappresentare sempre più un`opportunità di cooperazione tra le parti, utile alle imprese e ai lavoratori solo dove sia espressione unitaria egli attori del settore. L`accordo di armonizzazione è stato siglato in un momento critico per il settore che come dice Paolo Spollon, vicepresidente di Assovalori, «rappresenta il mondo dietro le quinte che garantisce la sicurezza del sistema bancario, innanzitutto. Con un uso dei servizi molto diverso da quello che fanno altri paesi, se pensiamo che in Italia la vigilanza ha 45mila addetti, in Francia ne ha 250mila. Ma soprattutto con un approccio che oggi mette in difficoltà le aziende del settore». Leonardo Bassilichi, direttore generale dell`omonimo gruppo, spiega infatti che «i gruppi bancari hanno bisogno di tagliare i costi e nel farlo non entrano nel merito dei servizi di cui hanno bisogno. Noi non vogliamo pensare che la sicurezza sia solo un costo ma che sia anche e soprattutto un valore aggiunto. Il rischio, con offerte al massimo ribasso, è far presidiare le filiali e affidare ingenti somme di denaro, stiamo parlando di centinaia dì milioni dì euro, a persone con la pistola che guadagnano pochi euro all`ora. Un operatore della vigilanza non può avere un
costo complessivo inferiore a 17-18 euro l`ora». Cifre più basse mettono in forte difficoltà le aziende del settore dove «la marginalità è ridotta ai minimi termini – osserva Spollon -. Il costo del lavoro incide infatti per 1`80% sul totale dei costi e gli esiti di una politica di offerta al massimo ribasso sono i default delle aziende. Anche lo scorso anno abbiamo avuto 4 casi».