Accor: «Ticket, nessun cartello»

17/06/2005
    venerdì 17 giugno 2005

    ECONOMIA ITALIANA – pagina 14

      BUONI PASTO • Espalioux (Accor) ribatte a Resca ( McDonald’s): servono regole chiare Lunedì confermata la « serrata » dei ristoratori

        «Ticket, nessun cartello»

          In campo alberghiero il gruppo francese ha avviato 300 milioni di investimenti

          VINCENZO CHIERCHIA

            MILANO • « Non ci sono cartelli tra le imprese dei buoni pasto, semmai paghiamo tutti lo scotto dei ribassi vertiginosi determinatisi nelle aste, a cominciare dalle gare Consip; comunque noi andiamo avanti e ci batteremo per far chiarezza » . Parola di Roberto Cusin, presidente del gruppo Gemeaz, controllata italiana del colosso transalpino Accor. E gli fa eco Jean Marc Espalioux, chief executive officer del gruppo Accor: « Il business dei buoni pasto è strategico e continueremo a investire, l’Italia ha un ruolo chiave, non vedo motivi di dubbi o limiti al mercato » .
            Dai vertici della società leader in Italia e in Europa nel comparto alberghiero come in quello dei servizi alla ristorazione arriva un messaggio chiaro, dopo la denuncia di Mario Resca ( McDonald’s) e mentre gli esercenti Fipe ( si veda « Il Sole 24 Ore » di ieri) rilanciano sulla serrata da lunedì: « Vogliamo superare la fase di turbolenza — aggiunge Cusin — e possiamo farlo solo con regole chiare sui buoni pasto da parte del Parlamento e del Governo » . « Il 2004 è stato un anno positivo — aggiunge Espalioux — e l’Italia nel suo complesso è un mercato strategico per Accor.

            In questo momento è la principale destinazione degli investimenti del gruppo in Europa » . Gemeaz Cusin (a Cusin fa capo una quota intorno al 5% dopo l’uscita di Ifil) è la controllata Accor cui fanno capo le attività in Italia per ristorazione e hotellerie.

            Il gruppo transalpino ha poi la quota di riferimento del Club Med ( 8 villaggi turistici in Italia), controlla al 50% la CarlsonWagonlit (agenzie di viaggio e business travel) e ha una quota del 10% della Cit, compagnia turistica in gravissime difficoltà finanziarie

            «La partita Cit è in mano agli azionisti di rilievo, aspettiamo. Crediamo però molto nel mercato italiano — spiega Espalioux—. La quota delle
            grandi catene alberghiere è molto bassa. Ci sono ampi spazi di crescita» . In Accor non si precludono la possibilità di fare delle acquisizioni (diverse le realtà alberghiere in vendita oggi) intanto è stato messo in cantiere un piano di investimenti da circa 300 milioni di euro entro il 2008, di cui una settantina nell’ambito dei villaggi turistici del Club Med. In netta crescita poi l’attività di CarlsonWagonlit che, dopo aver rilevato la gestione dei viaggi del Parlamento italiano e di vari ministeri, ha acquisito di recente anche i viaggi esteri del gruppo Fiat. « Siamo oggi la catena leader in Italia — spiega Espalioux — e vogliamo consolidare le posizioni

            In tre anni apriremo una ventina di nuovi hotel investendo 230 milioni di euro. L’Italia dovrebbe però favorire di più gli investimenti nel turismo. Per aprire un albergo occorrono anche 10 15 anni » . « La situazione è complessa, i costi dei terreni sono alti e impongono poi anche prezzi elevati ai listini, ma siamo comunque molto fiduciosi, diversi cantieri sono già aperti — aggiunge Cusin —. Sette alberghi con oltre 1.100 camere sono già in fase avanzata per un investimento di 128 milioni. A medio termine ci attesteremo intorno a quota 110 hotel con gestione integrata » .

            «Saranno poi rilevanti — aggiunge Espalioux — le sinergie con il fondo Colony capital partner da anni di Accor e che ha recentemente investito nel gruppo un miliardo di dollari » . A Colony fanno capo numerose operazioni turisticoimmobiliari nel nord della Sardegna (Porto Cervo, ad esempio) rilevate a suo tempo da Starwood.

            Il giro d’affari di Gemeaz si è attestato nel 2004 a quota 1,3 miliardi di lire con un incremento del 4,3% rispetto al 2003. La rete alberghiera conta dunque 40 strutture e 5.500 camere. L’utile ante imposte di gruppo è stato di 47,7 milioni di euro, l’ultile netto si è attestato a quota 26 milioni.

            «Il settore della ristorazione resta rilevante » sottolinea Cusin. Gemeaz ha erogato 52 milioni di pasti nel corso dell’anno ed ha gestito 170 milioni di buoni pasto. Nel comparto dei ticket Gemeaz ha realizzato un giro d’affari di 875 milioni in leggero calo rispetto agli 882 milioni del 2003. La quota di mercato è calata al 43% circa dal 46,3% del 2003. Un milione di persone utilizzano ogni giorni i ticket restaurant di Gemeaz Accor, 50mila sono le aziende clienti e 100mila gli esercizi convenzionati.
            «Servono regole al più presto — conclude Cusin —, i servizi di ristorazione restano strategici per Accor ma nel mercato italiano occorre un maggior controllo» .