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Accorhotels Italia, Accor Hospitality Italia, esito incontro 04/09/2019

Roma, 10-09-2019

TESTO UNITARIO

Il 4 settembre si è tenuto l’incontro con Accor Hotel e Accor Hospitality da noi richiesto sui diritti di informazione. Nonostante a livello internazionale le due entità societarie si muovano ormai su piani diversi, anche nelle relazioni sindacali, le due società italiane hanno comunque preferito svolgere un incontro unico, stante la stretta correlazione esistente.
Ricordiamo che Accor Hotels, la cui denominazione sociale è Accor, è la società che vende i servizi di gestione alberghiera, mentre Accor Hospitality, che fa capo ad AccorInvest, detiene le strutture alberghiere stesse.
Accor Hotels occupa 54 dipendenti nella sede di Milano, a cui applica il CCNL Federturismo AICA, di questi 4 sono dirigenti, 20 quadri, e il restante impiegati, 3 sono part time 30 donne. Sono inoltre attivi 3 stage.
I cambiamenti organizzativi che hanno coinvolto sul piano globale la società con la creazione di un unica struttura per il Sud Europa hanno avuto effetti sulla sede di Milano (che gestisce anche il mercato greco) con la soppressione di alcune funzioni e ricollocazione interne.
Le strutture che acquistano i servizi da Accor in Italia sono 85, la maggior parte in franchising con piccoli operatori locali: abbiamo chiesto una mappatura completa dei franchisee, che Accor si è impegnata a fornirci.
L’andamento economico è positivo rispetto all’anno precedente, anche se i mesi estivi non sono stati soddisfacenti con effetti che Accor rileverà nel prossimo semestre e quindi ad oggi non prevedibili.
Accor Hospitality gestisce oggi 19 alberghi sul piano nazionale, con un numero di dipendenti che va dai 600 nella bassa stagione a 800 con l’apertura delle strutture stagionali.
Da registrare, rispetto al perimetro, la cessione dell’IBIS di Verona, che da ottobre passerà a Leonardo con cessione di ramo d’azienda e al riapertura del Sofitel di Roma dopo la ristrutturazione. In evoluzione la situazione del Mercure di Firenze (via Nazionale) che è stato acquistato da Accor Hospitality e temporaneamente e gestito in management da Accor, ma passerà a breve in gestione diretta di Hospitality.
Siamo tornati sul tema del personale in outsourcing (tutte le cameriere ai piani ad esclusione delle strutture di fascia lusso, ovvero il Sofitel di Roma e il Pullman Timi Ama di Villasimius) richiedendo ancora una volta di avviare un percorso di internalizzazione. La delegazione aziendale ritiene che non vi siano i margini per operare in questo senso per l’aumento dei costi diretti e indiretti che l’operazione generebbe. Ha inoltre ricordato di aver già svolto un lavoro di semplificazione sui terzisti, che ad oggi sono solo due (Markas e Velox Servizi) con alto grado di affidabilità. Abbiamo fatto riferimento ad altri competitors con cui abbiamo sviluppato esperienze positive e ribadito il nostro obiettivo di lavorare in questo senso. Abbiamo inoltre richiesto maggior attenzione e presenza della società nel controllo dei terzisti, in quanto ci risultano ancora irregolarità. Su questo aspetto abbiamo avuto disponibilità ad organizzare incontri trilaterali all’insorgere delle problematiche.
Resta evidente la difficoltà ad instaurare un percorso di contrattazione con il gruppo, che attualmente vede pochissime strutture coperte dalla contrattazione di secondo livello rinnovata o in ultravigenza (Novotel Venezia, Sofitel Roma, Novotel Milano, Ibis Milano Centro)

p.La Filcams Cgil
L. De Zolt