Acconciatori, riforma bloccata

10/06/2004



      Numero 138, pag. 12 del 10/6/2004
      Autore: di Cristina Di Gleria
      Acconciatori, riforma bloccata
 
      Nuove regole di settore ferme al senato.
 
      Una legge per regolamentare l’attività di acconciatura, attesa da oltre trent’anni, rischia di non vedere concluso il proprio iter parlamentare. La prima commissione affari costituzionali del senato ne ha, infatti, bloccato nelle scorse settimane la procedura dopo che entrambi i rami del parlamento si erano espressi in termini favorevoli. Uno stop inatteso che ha colto di sorpresa gli operatori del settore che nel provvedimento legislativo vedono lo strumento per un riconoscimento professionale adeguato alle mutate esigenze del mercato, attraverso una disciplina che definisca con precisione i campi entro i quali esercitare la professione, i requisiti minimi e i percorsi formativi necessari. La Federacconciatori Cna dell’Emilia Romagna ha organizzato nei giorni scorsi a Parma un meeting regionale per sollecitare ai parlamentari, le opportune iniziative da intraprendere per modificare l’attuale stato delle cose. È stato il segretario regionale di Federacconciatori, Ivan Fuschini, a prendere in esame i punti salienti del disegno di legge, sottolineandone la necessaria e urgente applicazione, affinché la professione dell’acconciatore sia riqualificata e riconosciuta anche a livello europeo. Fuschini ha informato gli acconciatori presenti come l’ufficio legale della confederazione abbia formalizzato al senatore Graziano Maffioli, Udc, le argomentazioni attraverso le quali la Cna respinge le motivazioni con cui la commissione sta bloccando l’iter legislativo. Gonario Nieddu, componente della commissione attività produttive della camera ha voluto precisare come il disegno di legge non abbia trovato ostacoli da parte dei due rami del parlamento e come sia ora necessario rinnovare l’impegno per trovare soluzioni positive anche nei confronti della commissione affari costituzionali. Sul buon esito della vicenda si è detto ottimista il senatore Giampaolo Bettamio, vicepresidente della decima commissione permanente di industria, commercio e turismo, ricordando come la formulazione finale del decreto legge approvato dalle camere, poggi su una direttiva licenziata dalla commissione già dal 1999, che definisce l’acconciatore come una libera professione e su una precedente delibera che consente la libera circolazione dei diplomi nei paesi europei. Su queste prerogative dovrà basarsi il lavoro di un’apposita commissione di lavoro, che il senatore Bettamio si è impegnato a convocare in tempi brevi per sbloccare la situazione presso la prima commissione.