Accenture, proclamazione sciopero 04/05/2010

Roma, 28 aprile 2010

Oggetto: Accenture conferma incontro 4 maggio 2010 e proclamazione sciopero

TESTO UNITARIO

Con comunicazione del 14 aprile us la società Accenture ha formalizzato l’Apertura della procedura di mobilità con la dismissione delle sedi di Ancona e Catania e un esubero nella sede di Milano.

Nella procedura, la società indica le ragioni di tale decisione riconducibili a:

    ·razionalizzazione della struttura facendo leva sulla riduzione dei costi
    ·perdita di una commessa che determina la necessità di una riduzione del personale

Tali due aspetti si concretizzano drammaticamente con il licenziamento di 86 lavoratori occupati ad Ancona e Catania e di 38 lavoratori occupati nella sede di Milano.

Nel motivare le proprie decisioni, l’azienda non ha fatto espresso riferimento a quanto già indicato nell’incontro del 16 febbraio cioè la rinegoziazione dei contratti con le diverse società e soprattutto l’aspetto più controverso dato dalla riduzione dei costi prevista anche attraverso la delocalizzazione di una parte delle attività alle isole Mauritius.

L’apertura della procedura di mobilità indica anche la volontà dell’azienda di confermare il proprio progetto di riorganizzazione verso il quale le strutture nazionali di FILCAMS-FISASCAT-UILTuCS, unitamente alle strutture territoriali e alle RSA/RSU di Accenture (Arthis) hanno già espresso forte contrarietà.

Nel confermare l’incontro con la società Accenture, in merito alla procedura di mobilità, per martedì 4 maggiol 2010 alle ore 11 presso l’Assolombarda in via Pantano n 9 – Milano, le strutture nazionali proclamano uno SCIOPERO NAZIONALE da effettuarsi martedì 4 maggio 2010 per l’intero turno di lavoro contro la chiusura delle sedi di Ancona e Catania, contro gli esuberi dichiarati nella sede di Milano e contro la delocalizzazione delle attività.

A partire dalla ore 11.00 del 4 maggio sarà organizzato un presidio dei lavoratori Accenture presso la sede dell’Assolombarda di Milano.

Cordiali saluti

p. La Filcams Cgil
M. Grazia Gabrielli