Accenture, esito incontro 16/02/2010, proclamazione sciopero 22/02/2010

Roma, 17 febbraio 2010

TESTO UNITARIO

Le segreterie Nazionali di FILCAMS-FISASCAT-UILTuCS, unitamente alle strutture territoriali e alle RSA/RSU di Accenture (Arthis) a seguito di quanto emerso dall’incontro del 16 febbraio us, hanno proclamato uno SCIOPERO NAZIONALE da effettuarsi LUNEDI’ 22 FEBBRAIO 2010 per l’intero turno di lavoro contro la chiusura delle sedi di Ancona e Catania, contro i probabili esuberi dichiarati nella sede di Milano e contro la delocalizzazione delle attività.

Nell’incontro nel 16 febbraio l’azienda ha precisato che:

· la rinegoziazione dei contratti con SMA, Auchan, La Rinascente ha prodotto accordi per la durata di dieci anni;

· la crisi complessiva che investe la GDO ha portato però SMA, Auchan, La Rinascente a scelte di riduzione dei costi che hanno influito quindi negativamente sulla rinegoziazione dei contratti di servizio con Accenture;

· a seguito della rinegoziazione dei contratti con Auchan, SMA, La Rinascente, sono “costretti” a chiudere le sedi di Ancona e Catania, al fine di ridurre i costi, licenziando quindi 86 persone;

· la disdetta del contratto da parte di UPIM (acquistata da COIN) con effetto dal 1 agosto 2010 comporta 40 esuberi nella sede di Milano.

· Accenture, davanti ai cambiamenti intercorsi e alla concorrenza di altri competitor non è comunque in grado di mantenere l’attuale struttura organizzativa e di costi e pertanto la riorganizzazione della società si baserà sull’innovazione tecnologica per ridurre i processi di lavorazione ma anche sulla delocalizzazione di una parte delle attività nelle isole Mauritius.

Le Segreterie Nazionali hanno contestato:

· la ricostruzione delle motivazioni fornite dall’impresa per procedere alla dichiarazione di esubero/licenziamento; la mancanza di dati precisi sugli importi con i quali sono stati rinegoziati i contratti con i clienti, sul bilancio, sul fatturato di Accenture e di ogni altro indicatore utile per conoscere lo stato di salute complessivo dell’impresa dal quale sia possibile verificare la loro scelta di dichiarare un esubero con un così alto impatto sociale.

· La scelta di riorganizzare l’azienda attraverso i licenziamenti e la delocalizzazione del lavoro là dove costa meno.

Per questo, le Segreterie nazionali e la delegazione sindacale nel ribadire la forte contrarietà alla chiusura delle sedi di Ancona e Catania, all’esubero nella sede di Milano, alla delocalizzazione del lavoro, hanno chiesto ad Accenture di “ritirare” tale progetto di riorganizzazione che impedirebbe qualsiasi confronto evidenziando inoltre, che qualsiasi scelta riorganizzativa non può prescindere dal coinvolgimento dei vari clienti (SMA, Auchan, La Rinascente, UPIM) in virtù dell’accordo sottoscritto il 18 luglio 2003.

p. La Filcams Cgil

M. Grazia Gabrielli