AC Hotels più forte in Italia

22/04/2003




              Domenica 20 Aprile 2003
              Turismo
              AC Hotels più forte in Italia

              Il piano di espansione della catena alberghiera spagnola prevede un investimento di 138 milioni

              MICHELA CORICELLI


              MADRID – La catena alberghiera AC Hotels punta sull’Italia. Una volta consolidata la presenza nel mercato spagnolo, il gruppo fondato da Antonio Catalán nel 1998 sta concentrando i suoi sforzi sulla penisola italiana, convinto dell’importanza cruciale del Paese per l’espansione europea. In base al piano lanciato cinque anni fa per Spagna, Italia e Portogallo, la catena dovrebbe superare la quota di 90 alberghi entro il 2005: in totale, il presidente Catalán prevede un investimento che oscillerà fra i 600 e i 650 milioni di euro. Per ora AC è a metà del progetto, e conta 43 hotel in Spagna e due in Italia, a Lucca (aperto nel 2001) e a Genova (2002). Ma la strada da fare è ancora molta: la prossima inaugurazione in Italia è prevista per quest’estate ad Arezzo, mentre alla fine dell’anno AC aprirà un hotel a Livorno. In autunno l’obiettivo è iniziare i lavori di costruzione a Bologna e Torino, per inaugurare i nuovi hotel alla fine del 2004. In totale, la catena concluderà il piano con 13 hotel in Italia, un’altra quarantina in Spagna e tre in Portogallo. Il primo, a Lisbona, sarà inaugurato a maggio. Nonostante l’investimento previsto per la capitale e Oporto, il mercato alberghiero portoghese non riveste l’importanza di quello italiano. Il gruppo – specializzato in hotel urbani per uomini di affari che viaggiano frequentemente – è attirato dalle possibilità offerte da un Paese in cui la penetrazione delle catene – sia nazionali, sia internazionali – è piuttosto scarsa. Ma per ora le sue mire non riguardano tanto Roma e Milano (dove in futuro, assicurano fonti della compagnia, potrebbero aprire degli strutture). Il target italiano di AC sono le città medie e medio-grandi, da Livorno a Bologna a Torino: poli industriali di notevole importanza, dove l’uomo d’affari si ferma per lavoro, ma ritorna il fine settimana per piacere. La differenza fra il mercato spagnolo e quello italiano, in questo settore, è notevole: in Spagna le catene controllano una quota del 48-50%, mentre in Italia la penetrazione dei gruppi è ancora piuttosto bassa. Certo delle opportunità offerte dalla penisola, Antonio Catalán ha deciso di puntare sulla fascia dei quattro stelle, e progetta la diffusione del marchio in modo omogeneo in tutto il Paese. Per il piano italiano AC investirà 138 milioni di euro, acquistando il 100% della proprietà degli hotel. Intanto in Spagna il progetto va avanti velocemente: in aprile AC apre altri quattro hotel a Madrid, Barcellona, Zamora e Cuenca. Ma l’idea del gruppo è di portata più europea che spagnola, anche se per ora si limita ai tre Paesi mediterranei. «AC crede che in Europa esista ancora una chiara capacità di crescita per un prodotto alberghiero di qualità in rete – assicura la compagnia – con una dimensione che risponda alla grandezza e alla struttura urbana europea e con una forte identificazione fra la marca e il prodotto». Quanto al futuro della compagnia, nei piani inziali del 1998 si prevedeva la possibilità della quotazione in Borsa. Ma il momento non è dei migliori. Una volta raggiunto l’obiettivo prefissato (quasi 100 hotel entro il 2005), il gruppo deciderà cosa fare. Il 56,6% della catena è del presidente Catalán, il 14,1% è in mano al Santander Central Hispano, una partecipazione equivalente è del fondo britannico 3i, mentre il 15,2% appartiene ad altri soci minoritari.