“Abbiamo gli stessi obiettivi ma Epifani guarda al passato”

06/05/2010

Noi non abbiamo mai contestato i sindacalisti nelle nostre assemblee Siamo meno ideologici, più aperti. Affrontiamo gli stessi problemi: il lavoro e la crescita

DAL NOSTRO INVIATO
RIMINI – «No, sinceramente non me l´aspettavo di essere fischiata solo per essere venuta qui. Sono rimasta un po´ stupita. Noi non abbiamo mai contestato Epifani nelle nostre assemblee. Siamo meno ideologici, più aperti». Emma Marcegaglia ha appena rotto un tabù: è il primo presidente della Confindustria ad aver assistito ai lavori di un congresso della Cgil. Ma è stata fischiata. Certo meno di Sacconi e di Bonanni, e anche questo dice della strana atmosfera al Palacongressi di Rimini dove un rigoroso antico cerimoniale è stato infranto. Per oltre due ore il numero uno dei «padroni» assiste in prima fila – seduta tra Franco Marini, già presidente del Senato, ministro del Lavoro e segretario generale della Cisl, e il suo vice Alberto Bombassei – al rito democratico che sempre va in scena in un congresso. Applaude anche al termine della lunga relazione di Guglielmo Epifani. Poi esce da una porta laterale, in macchina per l´aeroporto. Destinazione Milano per festeggiare i 100 anni della Confindustria. Nel tragitto in auto c´è giusto il tempo di riflettere su questa mattinata particolare.
«Non sono pentita di essere venuta. Avevo deciso di partecipare al congresso della Cgil perché ero andata a quelli della Cisl e della Uil. I sindacati vengono all´assemblea di Confindustria, è giusto andare ai loro congressi. Siamo controparti, ma abbiamo anche gli stessi problemi: il lavoro, la crescita. E poi a maggior ragione volevo venire alla Cgil per dimostrare che non ho alcun pregiudizio nei suoi confronti. Fare scelte diverse, come quella sul modello contrattuale, non vuol dire non avere rispetto l´una per l´altra».
Ma com´è la Cgil vista per la prima volta da vicino?
«Con lo sguardo al passato», risponde quasi d´istinto Marcegaglia. «Nella scenografia, nel linguaggio, nel filmato che ha aperto il congresso si guarda sempre a ciò che è stato, mai al futuro. Noi imprenditori, invece, sentiamo fortissimo di vivere una fase di profonda discontinuità: il mondo sta cambiando. Eppure nella relazione di Epifani non c´è mai la parola Cina. Non si parla di Brasile, dei paesi del Bric. Ma queste sono le economie che ormai da anni stanno dettando l´agenda al mondo interno. Epifani non ha mai pronunciato la parola competitività che, al contrario, è la questione decisiva per il futuro. Per l´Italia questo è un problema enorme, pazzesco».
Bonanni e Angeletti sarebbero diversi, più moderni? «Sono più innovativi, più attenti alla sfide del futuro».
Marcegaglia non dice che la Cgil sia «anti-capitalista» però la definisce «molto di sinistra». Più la base che i vertici. L´ovazione con cui è stato accolto Nichi Vendola, governatore della Puglia, starebbe lì a dimostrarlo. Spiega Marcegaglia: «Vendola è un buon governatore. Lo dico come imprenditore che in quella Regione ha più d´una attività. Ma sul piano politico Vendola esprime un´opposizione radicale, molto di sinistra. E a Bersani è stato fatto un applauso poco più che di cortesia».
Però se si guardano alcune delle proposte di Epifani le distanze si assottigliano. «A parte alcuni aspetti, sembra il mio discorso di Parma: l´attenzione alla crescita, gli incentivi fiscali alle imprese che puntano sull´innovazione e la ricerca, la richiesta di investimenti infrastrutturali grandi e piccoli. Certo la proposta di assunzioni nel pubblico impiego è a dir poco molto retrò». Ma, al netto delle assunzioni nello Stato, si arriva quasi a marcare una distonia tra le parole di Epifani e l´accoglienza della base.
«Riconosco – dice Marcegaglia – che con me Epifani è stato abbastanza gentile. Non ho notato cose contundenti. C´è la volontà di andare a trattare sul modello contrattuale, dopo il periodo di sperimentazione. E c´è anche l´ammissione da parte sua di essere finito nell´angolo. Aggiungo: è fuori dalla realtà la tesi che in qualche modo siano stati intaccati i diritti dei lavoratori. Semplicemente non è vero».
La prima volta in Cgil non si può non essere colpiti dalle tante donne al vertice e, questa volta, anche dai giovani. Il cliché del sindacato anagraficamente vecchio per una volta scolorisce. «Sulla presenza delle donne al vertice – sostiene la prima donna a presiedere la Confindustria – la Cgil è avanti». Probabilmente il prossimo segretario generale sarà Susanna Camusso: «L´ho conosciuta durante la difficile trattativa sui contratti. Mi sembra una persona seria che conosce i problemi dell´industria. Spero che abbia una maggiore attenzione all´obiettivo della modernizzazione», chiude Emma Marcegaglia.