Abano.Tensione davanti a due hotel

02/05/2003

      Padova, giovedì 1 maggio 2003, S. Giuseppe artigiano

      ABANO TERME COLLI

       

      Due momenti dello sciopero svoltosi ieri mattina ad Abano In corteo tanti lavoratori termali che chiedono il rinnovo del contratto (foto Piran)

      Buona l’adesione alla manifestazione per il rinnovo del contratto, in corteo anche il sindaco Ponchio e il suo ex Pillon
      Tensione davanti a due hotel

      I Borile hanno chiuso i cancelli, gli scioperanti li hanno derisi

      di Cristina Griggio


      ABANO. Momenti di tensione davanti a due alberghi del Gruppo Borile, con la folla di manifestanti che scandiva slogan «pesanti» nei confronti degli albergatori. Tensione alimentata anche dall’intervento delle guardie giurate del Gruppo.
      Lo sciopero regionale di otto ore degli addetti del settore turistico e alberghiero, che include anche i dipendenti delle mense e dei locali pubblici, indetto ieri da Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil e Uiltucs-Uil per il mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro, ha registrato una buona adesione di lavoratori. Le trattative per il rinnovo del contratto, sia sulla parte economica, sia su quella normativa, promesso da oltre un anno e mezzo, non avevano avuto sviluppi significativi. Ad Abano sono confluiti lavoratori da tutto il Veneto. Tra i presenti c’erano il sindaco di Abano Giovanni Ponchio, che ha sostenuto le cause dei lavoratori, il vicesindaco Dario Verdicchio, l’assessore al Turismo Cesare Pillon e l’assessore alla Pace e alle Attività produttive Dario Marini. Il corteo, partito alle 9.40 da Piazza Fontana, si è snodato lungo il Viale delle Terme fino alla sede dell’Associazione Albergatori, in largo Marconi, dove Pier Angelo Raineri, segretario nazionale della Fisascat-Cisl, ha tenuto un discorso. E’ stato un corteo pacifico, nonostante i lavoratori siano oramai esasperati dal prolungarsi della vertenza. I manifestanti si sono limitati a esporre le proprie rivendicazioni con i tradizionali picchetti, megafoni, fischietti e striscioni con slogan contro la flessibilità d’orario. Del tipo «Basta flessibilità, non siamo elastici».
      Eppure qualcuno ha dimostrato di temere le rivendicazioni dei lavoratori fin dai giorni precedenti lo sciopero. La famiglia Borile ha accolto il passaggio degli scioperanti chiudendo i cancelli degli hotel Trieste Victoria e Due Torri, che si affacciano sul Viale delle Terme, mentre due guardie avevano garantito l’inaccessibilità degli alberghi per tutta la notte. Un gesto che i lavoratori hanno deriso con evidente irritazione apostrofando i Borile con slogan pesanti. E scatenandosi poi con varie imprecazioni. Non si sono registrati altri tentativi di boicottaggio dello sciopero, né da parte degli albergatori, né da parte dei dipendenti.