“A22″ Murati gli autogrill all’ora del caffè

15/01/2007

    sabato 13 gennaio 2007

    Pagina 35

    lavoro e servizi

    I trenta dipendenti sospesi dal lavoro. Preoccupati i sindacati. Duro monito, da Roma, delle segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil

      Murati gli autogrill all’ora del caffè

        Ieri il blitz dell’Autobrennero Sigillati Nogaredo Est e Ovest

          di NICOLA GUARNIERI

          Sono arrivati con i blocchi di cemento e le reti plastificate arancione ed hanno sigillato i due Autogrill di Nogaredo. In pratica hanno «murato» i dipendenti ed i clienti dei bar-ristorante alle due aree di servizio nel tratto lagarino dell’Autobrennero.

          Quello di ieri, anche per via delle temperature non certo in linea con la stagione, si può proprio definire un mezzogiorno di fuoco. Perché dopo averlo annunciato, la società di via Berlino è scesa a Nogaredo ed ha blindato i due esercizi affiggendo poi un cartello che è chiarissimo: «Chiuso per cambio gestione».

          Alla forzatura si è arrivati dopo la gara d’appalto indetta lo scorso anno per la gestione delle quindici aree di servizio (escluse le pompe di benzina) racchiuse nei circa 300 chilometri dell’arteria tra Modena e il Brennero. Autogrill ha partecipato, presentando la propria busta, ma alla fine è riuscita a trattenere una sola area in Trentino, la Paganella Est di Lavis. Nogaredo Est e Ovest, invece, sono state affidate alla società Hermes di Vallata (Avellino).

          Il gruppo Benetton, quindi, avrebbe dovuto andarsene entro il 31 dicembre. In verità l’A22 aveva concesso una proroga fino al 16 gennaio per sgomberare i locali. Autogrill, ovviamente, poteva benissimo vendere attrezzature e merce al gestore subentrante ma tutto è rimasto fermo, nessun contatto, nessuna manovra di trasloco. È pure vero che tra Tar e consiglio di Stato, che dovrà decidere il prossimo mese sulla correttezza della gara d’appalto, il futuro è ancora un’ipotesi ma questi giochi sono stati fatti sulla pelle di famiglie che, grazie a quei due esercizi, ci campano.

          La blindatura dei due Autogrill, ovviamente, ha prodotto non poco sconcerto. Specie tra gli automobilisti. Chi è riuscito ad accedere alla tazzina si è spaventato all’uscita: blocco di cemento e rete da cantiere.

          I primi a preoccuparsi dell’inedito sgombero, comunque, sono stati i sindacati. In verità, un accordo sul futuro dei 30 dipendenti delle due aree era già stato raggiunto: tutti sarebbero stati assunti da Hermes. A locali chiusi, però, è sorto il problema: lavorare ugualmente in attesa del nuovo padrone o andarsene a casa. Nessuno ha comunicato alcunché ai diretti interessati, quindi meglio restare sul posto per evitare procedimenti disciplinari.

          Almeno inizialmente è rimasta muta soprattutto Autogrill, unica titolata a parlare visto che, fino al subentro della società di Avellino, i dipendenti rimangono a libro paga di Benetton. Ieri, però, come detto in pochi ci hanno capito qualcosa e qualche buon anima ha provato a spiegare l’assurda vicenda ai clienti dell’autostrada, automobilisti che si sono visti «murare» mentre sorseggiavano un caffè.

          Preoccupati, come detto, i sindacati, Giovanni Zambelli della Cisl, Walter Largher della Uil e Roland Caramelle della Cgil: «È assurdo che una società a partecipazione pubblica come Autobrennero non abbia provveduto a convocare un tavolo di confronto con Autogrill e Hermes. Da parte nostra abbiamo chiesto che ci sia continuità di retribuzione, che non siano i lavoratori a pagare per questo braccio di ferro. Noi abbiamo consigliato i nostri iscritti di continuare a lavorare, turno per turno».

          Nel pomeriggio, per i dipendenti delle due aree di servizio è arrivata la sospensione dal lavoro decisa, unilateralmente, da Autogrill.

          «È illegittima. – contestano i sindacati – Abbiamo già chiesto un urgente intervento al servizio lavoro della Provincia e all’assessore previsto per lunedì. Nel frattempo ove la situazione dovesse aggravarsi metteremo in campo tutte le azioni che riterremo necessarie. Dall’incontro ci aspettiamo che siano soprattutto salvaguardati i diritti al lavoro e alla retribuzione fino al subentro della nuova società con la quale, peraltro, si è già raggiunto un accordo che garantisce l’assunzione e il mantenimento delle attuali condizioni economiche e normative».

          Del caso si sono interessate anche le segreterie nazionali di Cgil, Cisl e Uil che da Roma hanno inviato una dura nota all’Autobrennero, all’Autogrill, alla Hermes, al commissario del governo, al presidente della Provincia Dellai, all’Anas, all’Aiscat, al ministro per lo sviluppo economico Bersani e a quello delle infrastrutture e trasporti Di Pietro.

          «Le iniziative delle aziende di ristorazione mettono a rischio la continuità occupazionale ed i trattamenti economici dei lavoratori oltre che il servizio offerto alla clientela. Per questo chiediamo, tenuto conto che il suolo e le strutture soggette a concessione sono di carattere pubblico, l’immediata sospensione di tali iniziative, la convocazione dei tavoli anche istituzionali che coinvolgano tutte le parti interessate e consentano soluzioni negoziali».

          Per quanto concerne il futuro, Zambelli e Largher hanno altre nuove preoccupazioni: «Hermes si è aggiudicata l’appalto fino al 30 aprile 2014 sulla base di una royalty pari al 45,59 per cento. Il che significa che, tra tasse e soldi che deve conferire all’A22 i margini di guadagno saranno ben pochi».