“A22″ Autogrill attacca: «La vicenda non è finita»

04/04/2007

    martedì 4 aprile 2007

    Pagina 9 – Trento/Economia

    RICORSI

      Autogrill attacca A22
      «La vicenda non è finita»

        TRENTO — « La vicenda non è finita. Autobrennero dovrà considerare il parere del Consiglio di Stato, per essere coerente con il servizio pubblico che offre » . Sono parole di Giuseppe Cerroni, direttore generale comunicazione e affari istituzionali di Autogrill.

        Dopo che il Tar di Trento ha comunicato che A22 è uscita vincitrice in 3 dei 4 ricorsi che le erano stati intentati dai vecchi gestori delle aree di servizio, e dopo che le richieste di sospensiva immediata erano state respinte mesi fa, l’altro ieri è arrivato il pronunciamento anche nelmerito.

        Il responsabile di Autogrill, uscita ancora una volta sconfitta, si appella al parere emesso dal Consiglio di Stato su richiesta del ministero delle Infrastrutture.

        I bandi di gara di A22 sono stati emessi tenendo conto di un solo criterio di valutazione delle offerte, « di tipo squisitamente economico, relativo alla consistenza delle royalty che il concorrente si impegna in gara a corrispondere al concessionario affidante » , si legge nella risposta del Consiglio. Nel periodo successivo la legge nazionale 1 del 27 dicembre 2006 ha introdotto, con il comma 939, l’obbligo di utilizzare « criteri diversi e ulteriori rispetto a quello strettamente economico » . Per questo i gestori uscenti delle aree di servizio « oil » e « non oil » hanno avanzato l’ipotesi di un’incongruenza fra il bando e la norma attuale, mentre A22 ha sempre sostenuto che la norma era posteriore al bando e quindi non poteva influire in esso.

        Quattro erano i quesiti posti al Consiglio: se l’articolo è applicabile al bando di A22; se si impone la revoca degli atti di gara; se l’applicabilità impedisce la stipulazione dei contratti tra A22 e i vincitori; se la concedente ( Anas spa) possa costringere A22 a ritirare gli atti. Il primo, il secondo e il quarto quesito hanno avuto risposta negativa. Questa l’indicazione conclusiva: « È rimessa all’amministrazione preposta alla gara ( A22 ndr ) la valutazione relativa all’esercizio del potere di revoca, in astratto ammissibile in considerazione dell’incidenza che il rilevante mutamento del quadro normativo di riferimento può sortire nella valutazione degli interessi pubblici involti nelle vicende in questione » . Insomma A22, se vuole, può revocare.