A sorpresa il discorso d’investitura di Epifani: niente mediazioni sui diritti

08/02/2002





A sorpresa il discorso d’investitura di Epifani: niente mediazioni sui diritti
(DAL NOSTRO INVIATO)

RIMINI – In nome della coerenza la Cgil pu� arrivare a una rottura drammatica con Cisl e Uil, andando forse anche da sola allo sciopero generale contro il Governo. Guglielmo Epifani, prossimo segretario generale della Cgil quando Sergio Cofferati a giugno, salvo sorprese, lascer� la Cgil, ha replicato ieri con un discorso a sorpresa a Cisl e Uil, aprendo un baratro nei rapporti unitari. I discorsi di Savino Pezzotta e Luigi Angeletti non erano stati teneri nel merito, escludendo nei fatti le due richieste della Cgil, il possibile ricorso allo sciopero generale e una legge sulla rappresentanza, strada quest’ultima per arrivare all’unit� sindacale. Epifani ha risposto loro tono su tono, con un discorso che per la prima volta lo ha visto indossare l’abito del leader, ribadendo tutto il succo della relazione d’apertura del congresso e quindi le stesse richieste che le altre confederazioni avevano appena respinto. La prima bordata l’ha data sulla rappresentanza, ricordando l’altissima affluenza, l’80%, alle urne per eleggere le Rsu del pubblico impiego. �Nessuno li obbligava – ha ricordato – ci sono andati perch� volevano decidere sulla loro rappresentanza, perch� questo � un bisogno fondamentale per i lavoratori�. L’ostacolo � una legge in proposito, chiesta dalla Cgil, rifiutata da Cisl e Uil. Epifani ha ricordato come il precedente segretario generale della Cisl, Sergio D’Antoni, pur sapendo bene come la sua confederazione non amasse una legge in proposito, pure avesse detto che a una legge si poteva anche arrivare, come prezzo per l’unit�. �Una legge necessaria – ha detto – perch� senza di essa tutta la rappresentanza resta appesa a un filo e si rischia di violare le norme della democrazia, dato che ciascun imprenditore potr� trattare con chi crede�. La seconda bordata l’ha sparata sul rapporto con il Governo. �Nessuno, certo non la Cgil – ha detto Epifani – vuole far cadere questo Governo, il problema � quello di restare coerenti. Tutte e tre le confederazioni hanno detto nelle piazze in occasione degli scioperi che per riprendere a trattare c’era una condizione, lo stralcio delle disposizioni sull’articolo 18. Non lo ha detto la Cgil – ha sottolineato – lo hanno detto tutti. E adesso nessuno ci ha convocato ad alcuna riunione. Certo – ha aggiunto – se ci sar� una convocazione la Cgil non si tirer� indietro, come non si � tirata indietro in alcuna occasione, nemmeno quando il tavolo spariva, come nel caso dei metalmeccanici�. La terza bordata � venuta per un possibile mediazione, chiesta esplicitamente da Pezzotta. �Non fuggiamo il compromesso – ha rilevato Epifani – ma questo � possibile quando si tratta di quantit�, di una riduzione dell’orario di lavoro, o di un aumento salariale. Non � possibile invece mediare sui principi, quando sono in ballo diritti, quindi la dignit� della persona. Non mediamo perch� domani diminuirebbe la libert� delle persone coinvolte�. Da questa realt� Epifani ha tratto la conseguenza a suo avviso logica che, proprio per coerenza con quanto detto finora e con quanto avvenuto, il sindacato non pu� tirarsi indietro se il merito di una trattativa aperta comporta lo sciopero generale. E il vicesegretario generale della Cgil non ha escluso che la sua confederazione possa arrivare anche a uno sciopero generale da sola. �Nulla � certo – ha sottolineato – decideremo nel momento in cui la situazione sar� giunta a quel punto�. Ma non l’ha nemmeno escluso, sempre in nome della coerenza.
M.M.

Venerd� 08 Febbraio 2002