A Sesto sviluppo bloccato per 32 start up

27/02/2013

«Prevediamo di assumere quindici persone entro l`anno. Una al mese. Ora, però, venendo a mancare il network naturale nel quale siamo inseriti, rischiamo di vedere rallentato il nostro piano di sviluppo». Flavio Barna guida la Kalp a, una società di progettazione e di consulenza in ambito software per dispositivi elettronici per apparecchi mobile, per centraline dell`energia elettrica, per apparati biomedicali. È attiva da gennaio dell`anno scorso, occupa sedici persone, ha da poco depositato un brevetto importante. Il previsto raddoppio dell`organico (per la maggior parte laureati in informatica) è però pregiudicato da un ostacolo di non poco conto. L`ambito «fisico» in cui risiede l`azienda,
vale a dire l`incubatore Lib di Sesto San Giovanni, rischia di essere chiuso. Nei giorni scorsi le start up che occupano gli spazi dell`incubatore hanno formulato un appello ufficiale, affmchè non si arrivi alla chiusura di una struttura che dal 2000 ha sostenuto e accompagnato la nascita e lo sviluppo di n3 imprese e start up innovative e dei loro 63o addetti. «Salvate l`Incubatore che ci ha permesso di crescere e creare occupazione nonostante la crisi» hanno chiesto in una nota le 32 aziende che lavorano attualmente, con 200 dipendenti, all`interno della struttura che fa parte di Milano Metropoli Agenzia di Sviluppo. Un «sos» lanciato sia ai socipubblici di Milano Metropoli (oltre all`ente presieduto da Guido Podestà, la Camera di Commercio di Milano e i Comuni di Sesto, Cinisello, Cologno e Bresso) che ai candidati alle elezioni nazionali e regionali. «La liquidazione dell`incubatore non è un problema di poco
conto – spiega Flavio Barna -. Non si tratta semplicemente di traslocare. L`incubatore, sostanzialmente, è l`ambito in cui si trova la nostra sede, ma è soprattutto il network all`interno del quale abbiamo instaurato rapporti con le altre aziende incubate. Piccole imprese start up che hanno potuto scambiare parere, aiutarsi a risolvere le problematiche connesse all`attività. Venendo a mancare tutto questo, viene meno il valore aggiunto della nostra attività, la nostra eccellenza». Le aziende del Lib, che si autofmanzia con le entrate derivanti dai servizi offerti, chiedo- no agli azionisti di Milano Metropoli, messa in liquidazione nello scorso dicembre, di prendere «rapidamente una decisione sul futuro della struttura che rischia di essere chiusa da un giorno all`altro per l`immobilismo politico e istituzionale». Il Lib mette a disposizione delle start-up spazi privati (come gli uffici) e spazi condivisi (ad esempio sale riunioni e reception), offre supporto nella preparazione dei business plan e dei bandi di gara, organizza servizi di welfare. «Sarebbe un peccato se dovessimo cercare un altro posto» spiega Alvise Biffi, presidente dei giovani imprenditori di Assolombarda e ospite del Lib con due aziende (Secure Network er8months): «Il Lib – afferma- offre un microclima di successo in cui le aziende lavorano bene, in controtendenza rispetto al contesto economico». La liquidazione, con annessa cassa integrazione per i dipendenti di Milano Metropoli, all`origine dell`incertezza circa il destino del Lib, è stata criticata anche da Filcams che ha puntato il dito contro la gestione della Provincia di Milano, socio di maggioranza della partecipata.