A scuola il piatto rischia di restare vuoto

19/01/2004



Lunedì, 19 Gennaio 2004


A scuola il piatto rischia di restare vuoto
Comune allertato per le mense a causa della crisi che sta attraversando la Gama: incontro con le lavoratrici
Mense scolastiche vicine alla crisi. Stanno sorgendo anche a Rovigo gli intoppi, con il rischio che salti il servizio, che si sono verificati in altre città nel rapporto con la Gama, il colosso veronese delle ristorazione che serve in tutta Italia scuole, università, ospedali, esercito, aeroporti… Tanto che il Comune per domani ha già chiesto ai propri dirigenti di attivarsi per capire cosa stia succedendo.

Ieri mattina l’assessore all’Istruzione Enzo Bacchiega ha incontrato i sindacati e una quindicina di lavoratrici della Gama, con lo stipendio in ritardo, in questo percorso alla scoperta di cosa stia accadendo alla grande azienda. «Dobbiamo capire la situazione – spiega l’assessore – su quella che potrebbe essere una crisi della Gama. Da quello che sappiamo si sarebbe fusa con un’altra impresa del settore, sempre di livello nazionale. Sarebbe in corso una riorganizzazione e questo avrebbe portato degli scompensi».

La situazione della Gama, però, è complessa da molti mesi. Da questa estate, per esempio, nelle varie città italiane nelle quali l’impresa opera servendo mense appunto a scuole, caserme e altro, ci sono stati scioperi dei dipendenti perché non ricevevano gli stipendi. Questione che a Roma, a dicembre, ha portato il Comune a sciogliere il contratto per le scuole del 13. e del 14. municipio (la capitale è così divisa, come a Rovigo una volta c’erano le circoscrizioni), proprio perché i lavoratori avevano dovuto scioperare due volte in breve tempo non avendo gli stipendi.

«Prima di Natale avevamo avuto un altro incontro – ricorda Bacchiega – insieme al sindaco, ai sindacati e ai responsabili del servizio. C’erano ritardi nei pagamenti e scarse prospettive. Già a settembre, però, avevamo avuto delle sensazioni strane. Per esempio, vedevamo usare piatti e posate di plastica, invece che quelli normali previsti. Tra l’altro il particolare allarmante è che c’è una commissione di maestri e genitori per controllare, ma non avevano avanzato alcun reclamo. Allora abbiamo attivato gli uffici per interessarsi della situazione».

Tale coinvolgimento ha portato a vedere «le procedure per recedere dal contratto e indire una trattativa privata, prendendo tempo per arrivare a una nuova gara pubblica. L’incontro con sindacati e lavoratrici è perché anch’esse sono preoccupate: è a rischio il loro posto di lavoro», sottolinea l’assessore, che aggiunge ulteriori particolari e timori. «Pare che non stiano arrivando le forniture, per esempio sembra che dalla prossima settimana mancheranno i materiali e i detersivi per pulire le cucine. Inoltre pare che non ci siano più alimenti biologici, ma il pasto che forniamo deve essere di questo tipo. Purtroppo i bambini in questo momento sono i più indifesi. Ecco perché, considerate tutte le persone coinvolte, dobbiamo essere molto attenti nel seguire l’evolversi della situazione».

I prossimi passi sono stati decisi. «Lunedì mattina i nostri dirigenti dovranno contattare la Gama, per discutere del quadro generale – chiude Bacchiega – abbiamo già un elenco di ditte sostitutive per non far mancare il servizio. Solo che è difficile possano subentrare dalla mattina alla sera. Per questo dobbiamo ancor di più essere pronti a tamponare un’eventuale emergenza. Facciamo di tutto perché non ci siano disagi per le famiglie e i bambini, ma è una situazione che stiamo subendo».

Luca Gigli