A Sciacca arriva Sviluppo Italia

16/07/2002


Domenica 14 luglio 2002

All’asta i terreni della Sitas per uso alberghiero
A Sciacca arriva Sviluppo Italia

(NOSTRO SERVIZIO)

AGRIGENTO. Le terme siciliane di Sciacca tentano la strada del rilancio. Negli anni Settanta, la Sitas – Società italiana termale Abano Sciacca (una joint venture paritetica tra la Regione Siciliana e gli albergatori di Abano Terme) – aveva avviato un progetto faraonico: realizzare sul lungomare di Soverato undici alberghi e due centri medici specializzati in cure termali. Il proposito era buono: fare leva sulle attività termali, grazie all’antico impianto di stufe vaporose di San Calogero per lamciare il turismo e creare ricchezza ed occupazione. Pessimi i risultati: a distanza di oltre trent’anni solo quattro alberghi sono stati edificati e sono in funzione. Il resto è rimasto sulla carta, con un’ampia area sul mare destinata ad insediamenti alberghieri. Da quando la Regione (che, usciti per dissidi gli albergatori di Abano, ne rilevò l’intero pacchetto azionario) ha deciso di farsi da parte, e mettere terreni e alberghi all’asta, c’è un nutrito gruppo d’imprenditori pronti a investire.
La Sitas, in liquidazione, sta perfezionando la vendita di due alberghi (Lipari ed Alicudi) ad Aeroviaggi, tour operator di Palermo. La società che fa capo ad Antonio Mangia (nel 2001 ha registrato ricavi per 73,5 milioni di euro), aveva acquistato, in precedenza, sempre dalla Sitas, altri due alberghi (Torre del Barone e Cala Regina), ormai a pieno regime. «Abbiamo speso finora circa 70 milioni di euro e disponiamo con gli alberghi acquistati di 2mila posti letto, che rappresentano il 20% del nostro giro d’affari – dice Mangia – La scelta di venire qui risponde allastrategia di consolidare la presenza in Sicilia, avviando nuove attività alberghiere in zone, come Sciacca, ad elevato richiamo turistico, molto richieste dalla nostra clientela tradizionale».
Mangia non è il solo ad essere stato sedotto dalle opportunità di Sciacca. Sviluppo Italia, la holding del Tesoro, si è candidata ad acquistare i circa 1.200.000 metri quadri di terreno edificabili posti in vendita dalla Sitas. «Sviluppo Italia – conferma il commissario liquidatore della Sitas, Francesco Transirico – ha manifestato interesse all’acquisto dei terreni purché siano edificabili e non soggetti ad ipoteche. I terreni sono “liberi”, edificabili e destinati dal piano di fabbricazione del Comune ad insediamenti alberghieri». Si calcola che potrebbero sorgere strutture alberghiere per circa 4mila posti letto.
Per la Sitas è indifferente l’acquirente. «A me – dice Transirico – interessa vendere i terreni, realizzando il più possibile per pagare i creditori (Regione Siciliana e Capitalia, cheinsieme vantano crediti per 154,93 milioni di euro) e chiudere la liquidazione». Il Comune, invece, si frega le mani, perché suppone che l’arrivo di Sviluppo Italia richiami anche altri investitori. «Per la città – dice il sindaco, Ignazio Cucchiara – è un fatto importante e favoriremo in ogni modo gli investimenti per aumentare la capacità ricettiva, oltre a qualificare i servizi, perché crediamo che nel nostro futuro ci sia tanto spazio per il turismo e possiamo fare di Sciacca uno tra i principali poli turistici del Mezzogiorno».
Nel mirino degli investitori, oltre ai terreni della Sitas, potrebbe esserci anche il vecchio complesso di Torre Macauda: 630 posti letto che guardano al mare. L’operazione potrebbe avvenire attraverso l’acquisto dalla Sib del credito vantato dal Banco di Sicilia nei confronti delle società proprietarie di Torre maucauda e cartolarizzato dalla società per conto della Morgan Stanley e poi – all’asta – dell’immobile. Un’operazione complicata, però, dal fatto che il complesso – a tre stelle con circa 700 posti letto – è sottoposto ad azione esecutiva d’esproprio immobiliare da parte dei suoi creditori e il Tribunale ha nominato un consulente che deve ancora stimarne il valore

Giambattista Pepi