A Roma per il futuro

22/11/2010

Si stanno preparando a partire per Roma e sono tanti: migliaia di lavoratrici e lavoratori, di cassintegrati e disoccupati, di giovani e di studenti, di immigrati, di pensionati. Vanno nuovamente nella capitale per lottare contro il degrado del paese, per rivendicare un futuro decente per sé e per i propri cari, perché sperano che le cose possano cambiare, che la crisi economica possa essere superata senza lasciare sul campo milioni di posti di lavoro, come sta avvenendo oggi. La manifestazione nazionale di sabato prossimo 27 novembre in piazza S. Giovanni, che sarà conclusa da Susanna Camusso, da meno di venti giorni segretario generale della CGIL, ha un titolo significativo: “Il futuro è dei giovani e del lavoro”. Ed è proprio la lotta allo sfruttamento di milioni di ragazze e ragazzi, al lavoro nero, al precariato, alle flessibilità selvagge la prima ragione della manifestazione, che giunge al culmine di una lunga stagione di mobilitazioni, con iniziative nazionali e territoriali e tre scioperi generali. La CGIL, non a caso, ha lanciato la campagna “Giovani non più disposti a tutto”, che ha molto colpito per la chiarezza del linguaggio tantissimi ragazzi, che l’hanno ripresa negli striscioni e nei manifesti che aprivano le cento manifestazioni per il diritto alla conoscenza, allo studio, alla cultura di mercoledì scorso 17 novembre. “Più diritti e più democrazia” è l’altro obiettivo di fondo della manifestazione, per rimettere al centro – come ha detto Camusso – il lavoro, la contrattazione, per rivendicare sviluppo, giustizia sociale, equità e riforma fiscale e per imporre scelte che facciano uscire il paese dalla crisi. Una crisi che ha causato un grande disagio sociale, con un governo, ormai “alla frutta”, che non si è preoccupato né dell’emergenza occupazionale, né del rilancio del sistema produttivo. Tanto che le stesse associazioni delle imprese hanno detto basta. L’unica strada è stata quella dei tagli, spesso indiscriminati. Due i cortei previsti a Roma, che parti ranno sabato 27 alle ore 9 da piazza
della Repubblica e da piazza dei Partigiani e che insieme confluiranno a piazza S. Giovanni. Una manifestazione dopo la quale la CGIL “misurerà le risposte” per decidere, come ha indicato il Comitato direttivo, “la prosecuzione della mobilitazione e il sostegno alla piattaforma anche attraverso lo sciopero generale”.