«A rischio i servizi per gli immigrati»

30/11/2010

Allarme Cgil sui lavoratori dei servizi per l’immigrazione: sono tutti precari e i loro contratti scadono il 31 dicembre. «I servizi presso le questure e le prefetture – spiega la Cgil – sono garantiti per l’80% da personale a tempo determinato il cui contratto scade il prossimo 31 dicembre. Si tratta di 650 lavoratori in tutta Italia che da oltre 7 anni sono impiegati presso il ministero degli Interni, in passato con contratti in somministrazione e dal 2008 con un contratto triennale: un primo passo che avrebbe dovuto rappresentare l’avvio di una stabilizzazione previsto dalle finanziarie del precedente governo».
Nel Lazio, a Viterbo, Latina, Rieti e Frosinone, i precari sono una ventina, oltre ottanta a Roma. Si occupano del disbrigo di centinaia di migliaia richieste di regolarizzazione, di emersione di lavoro irregolare, ricongiungimenti familiari, permessi e carte di soggiorno, richieste di cittadinanza, perfezionamento dell’ingresso per lavoro, espulsioni: un servizio prezioso per gli immigrati.
I dati degli uffici immigrazione e sportelli unici di Roma parlano di oltre 100 mila permessi di soggiorno rilasciati o rinnovati ogni anno. Gli sportelli preposti della Questura di Roma accolgono ogni giorno le richieste di oltre 800 immigrati. Le comunità e le associazioni degli immigrati sono fortemente preoccupate per questa situazione.
«Chiudere o depotenziare un servizio lede i diritti e rappresenta un danno economico – conclude la Cgil – Per le pratiche di cittadinanza e le richieste dei permessi entrano ogni anno nelle casse dello Stato circa 100 milioni di euro. Si crea anche un problema sicurezza, visto che le funzioni esercitate dai lavoratori precari e civili dovranno invece essere svolte dal personale di polizia richiamato dal servizio sul territorio».