«A rischio altri 200 mila posti» La Uil: meno tasse o sciopero

03/03/2010

ROMA — «Sulla riforma del fisco non abbiamo nessuna intenzione di aspettare il 2013. Subito dopo le elezioni regionali, se non dovesse ripartire il confronto, non staremo con le mani in mano. Noi non facciamo piattaforme per proclamare gli scioperi, ma non abbiamo derubricato il conflitto dalle nostre iniziative». Il segretario generale, Luigi Angeletti, aprendo ieri il XV congresso della Uil con una relazione molto dialogante con il governo, non ha tuttavia rinunciato a lanciare un ultimatum sul fisco, raccogliendo gli applausi della platea. E, nel pomeriggio, l’offerta di alleanza del leader della Cgil, Guglielmo Epifani, che, portando il suo saluto nel palazzo dei congressi dell’Eur, ha detto: «Se dopo le elezioni il governo non darà risposte e la Uil ritenesse di non restare ferma, vi chiedo di verificare se ci possiamo mobilitare insieme, Cgil, Cisl e Uil, perché sul fisco non siamo divisi». Anche Epifani, su questo passaggio, ha raccolto gli applausi dei delegati. Oggi dalla tribuna interverrà il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, il quale in questi giorni non ha nascosto la sua insofferenza sul mancato avvio del confronto sulla riforma fiscale. Un confronto che lo stesso governo e in particolare il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, aveva promesso ai sindacati e alle associazioni imprenditoriali.
I sindacati sono in allarme anche perché entro il mese arriveranno invece gli sconti anticrisi sugli studi di settore per i lavoratori autonomi, anche questi promessi dal governo. Ora, dicono soprattutto Cisl e Uil, niente in contrario alle misure in favore di artigiani e commercianti, perché, come ha detto anche ieri Angeletti, non è più tempo di contrapporre le diverse categorie di lavoratori, però il sindacato neppure vuole che sia solo una parte di questi a beneficare di una riduzione del prelievo fiscale. Tanto più, ha sottolineato Epifani, in un momento in cui i lavoratori dipendenti stanno già pagando un prezzo elevato in termini di riduzione dell’occupazione.
È difficile comunque che il fronte sindacale si ricompatti su posizioni conflittuali verso il governo. La relazione di Angeletti conferma che la Uil, «sindacato riformista», ha scelto la via del dialogo per fare le riforme e gli accordi col governo che c’è e non con quello che si vorrebbe (accusa rivolta da Cisl e Uil alla Cgil). Il leader della Uil ha infatti proposto una «Alleanza per il lavoro e lo sviluppo», «un tavolo permanente tra governo, forze sociali e produttive» per «andare al di là dell’emergenza». Gli ammortizzatori sociali non bastano più, ha spiegato: «Grazie ad essi nel 2009 sono stati evitati 400 mila licenziamenti, ma nel 2010 ci sono ancora a rischio più di 200 mila posti. Ecco perché chiediamo al governo di mettere in campo tutte le risorse necessarie per evitare un disastro economico e sociale».