“A rischio 280mila posti di lavoro”

17/10/2002


 
GIOVEDÌ, 17 OTTOBRE 2002
 
Pagina 29 – Economia
 
Il segretario Epifani: la politica economica del governo avrà anche pesanti contraccolpi occupazionali
 
"A rischio 280mila posti di lavoro"
 
Domani sciopero generale Cgil contro i tagli della Finanziaria
 
 
Il leader parlerà a Torino, mentre Cofferati sfilerà con il corteo milanese
Alitalia cancella 275 voli nelle otto ore di stop. Fs: circolerà il 60% dei treni
Corso Italia apre a Cisl e Uil, ma Pezzotta dice: "Le distanze sono abissali"
 
RICCARDO DE GENNARO

ROMA – «Per contrastare una politica del governo che punta sulla riduzione dei diritti dei lavoratori, che non fa i conti con l´andamento reale dell´economia, che non sostiene lo sviluppo e che, unitamente al rallentamento del ciclo economico e a gravi crisi strutturali, avrà contraccolpi negativi tali da mettere a rischio 260-280mila posti di lavoro». Il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, snocciola le ragioni dello sciopero generale di otto ore della sola Cgil in programma domani e, per la prima volta, «spara» una cifra preoccupante.
Quei posti a rischio saranno, stima Epifani, la conseguenza della riduzione delle attività collegate ai servizi per i tagli in Finanziaria ai trasferimenti agli enti locali pari al due per cento (50mila posti di lavoro), del blocco del credito d´imposta sulle nuove assunzioni (100mila), della fine degli incentivi all´edilizia nel Mezzogiorno (50mila), della crisi Fiat e indotto se passerà l´attuale piano (50mila), della ristrutturazione del sistema creditizio (15-20mila), della crisi del petrolchimico (4-5mila). Per non parlare del tessile, nel quale «già oggi la produzione si è ridotta del 10-20 per cento in una situazione di ricorso alla cassa integrazione».
Il quadro delineato dalla Cgil è particolarmente inquietante: «Il governo deve invertire la rotta della sua politica, altrimenti il Paese rischia il declino», dice Epifani, che nell´ambito dello sciopero generale ha scelto di parlare a Torino, nell´unica manifestazione regionale, quella piemontese, a dimostrazione dell´attenzione con cui la Cgil segue l´evoluzione del caso Fiat (l´ex segretario generale Sergio Cofferati sfilerà nel corteo di Milano, che sarà aperto dai lavoratori dell´Alfa di Arese). Accanto a questa manifestazione, la Cgil – che nel frattempo ha raggiunto quota 3 milioni 441 mila firme ai suoi quattro referendum contro le deleghe del governo e a sostegno dei diritti – ha organizzato cortei in 120 città, tutti i capoluoghi di provincia, oltre a comuni di particolare rilevanza come Monza, Legnano, Imola.
Lo sciopero generale di otto ore della sola Cgil (non accadeva da 40 anni) segna un momento piuttosto delicato nei rapporti con Cisl e Uil. Epifani, tuttavia, non chiude la porta agli altri due sindacati confederali, che giudicano «legittima, ma sbagliata» la decisione della Cgil: «A mano a mano che la crisi si aggraverà avremo tante occasioni, se ci sono convergenze di opinione e condivisione di politiche, per riprendere a lavorare insieme». Il segretario della Cisl, Savino Pezzotta, sottolinea però che la distanza con il sindacato guidato da Epifani è «abissale su molti fronti». E ai microfoni di Radio anch´io precisa: «Ci sono divisioni profonde, che attengono al ruolo e alla funzione che ciascuno di noi assegna al sindacato, anche in rapporto alla politica. L´unità sindacale non è dietro l´angolo».
La Cgil crede fermamente nella riuscita della protesta, ma il confronto con il precedente sciopero generale proclamato con Cisl e Uil il 16 aprile, sarà inevitabile. La Filt-Cgil (trasporti) è particolarmente ottimista: «Nelle otto ore di sciopero, tra le 9 e le 17, circolerà soltanto il 40 per cento dei treni a media e lunga percorrenza», dice il segretario Guido Abbadessa, replicando alle Fs che parlano di un 60 per cento. Quanto ai voli (lo stop avverrà nella fascia oraria compresa tra le 10 e le 18), Alitalia ha cancellato 275 voli, 157 dei quali nazionali (per informazioni l´azienda ha predisposto un numero verde: 800.650055). Quanto alle scuole, Epifani – che ha dato mandato ai legali della Cgil di procedere a un´azione nei confronti del ministro dell´Istruzione, Letizia Moratti, per «attività antisindacale» – è convinto che «molte rimarranno chiuse, sia per l´adesione allo sciopero dei professori e del personale non docente, nonostante le pressioni, sia per una massiccia partecipazione alle manifestazioni degli studenti».