A Previprof il Tfr inoptato dei dipendenti

05/06/2007
    martedì 5 giugno 2007

    Pagina 39 – Norme e tributi/Professionisti

      Previdenza – Via libera della Covip

        A Previprof il Tfr inoptato dei dipendenti

          Giuseppe Maccarone

          Previprof è il fondo complementare negoziale per i dipendenti degli studi professionali autorizato dalla Covip il 30 maggio (si veda «Il Sole-24 Ore» del giorno successivo). Ciò significa che il Tfr dei lavoratori dipendenti degli studi che non esprimono, entro il 30 giugno (o entro sei mesi dalla data di assunzione), alcuna scelta sulla destinazione del trattamento di fine rapporto confluirà a Previprof e non a FondInps. Se il datore di lavoro nella comunicazione ai dipendenti, alla vigilia dell’ultimo mese per l’opzione, ha indicato FondInps quale destinatario del Tfr in caso di silenzio-assenso potrebbe ripetere la comunicazione. Così che i dipendenti siano messi al corrente del fondo negoziale.

          D’altra parte, i dipendenti che hanno già consegnato al datore di lavoro il modello Tfr1 o Tfr2 con cui hanno scelto di destinare il Tfr a un fondo aperto potrebbero avere interesse ad aderire a Previprof. Si ritiene che se l’adesione è già stata formalizzata mediante l’invio del modello al Fondo aperto, non vi sia possibilità di dietrofront. Il dipendente deve rimanere iscritto al fondo per almeno due anni per poi avvalersi della portabilità.

          Se, invece, il modulo di adesione al fondo non è ancora stato inoltrato potrebbe essere presa in considerazione la possibilità – in accordo tra le parti (datore di lavoro e lavoratore) – di sostituire il modello Tfr1 o Tfr2 con un altro contenente la scelta per Previprof. I lavoratori che hanno consegnato i modelli optando per rimanere in regine di Tfr, possono cambiare idee e iscriversi al fondo, così come coloro che finora non si sono espressi.

          Per tutti coloro che entro il 30 giugno 2007 (o sei mesi dall’assunzione) non consegnano i modelli si applica la regola del silenzio-assenso. Questo significa che il datore di lavoro, dal mese successivo alla fine del semestre, versa il Tfr maturando a Previprof e non a FondInps come sarebbe, invece, avvenuto se il nuovo Fondo non avesse ottenuto l’autorizzazione.

          Previprof prevede due linee di investimento: una di garanzia (in cui confluirà il Tfr dei lavoratori silenti) e una bilanciata. Il fondo può essere alimentato dal solo Tfr maturando; in caso di iscrizione in forma piena è previsto che il datore di lavoro e il lavoratore versino ciascuno lo 0,25% calcolato sulla retribuzione imponibile per il Tfr, ferma restando la possibilità per il lavoratore di fissare una misura maggiore. Colore che risultano iscitti alla previdenza pubblica prima del 29 aprile 1993, possono versare solo parte del loro Tfr, ma non meno del 50%, con facoltà di conferirlo interamente. Per i nuovi iscritti, invece, l’eventuale conferimento del Tfr è al 100 per cento. L’iscrizione a Previprof comporta una quota di adesione una tantum di 10 euro (2 euro li paga il lavoratore e il resto è a carico del datore). la quota è interamente a carico di Cadiprof se il lavoratore è iscritto alla Cassa sanitaria e a Fondoprofessioni per la formazione continua.