A Napoli apre il primo centro commerciale urbano

26/09/2000

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Martedì 26 Settembre 2000
italia – economia
A Napoli apre il primo centro commerciale urbano

(NOSTRO SERVIZIO)

NAPOLI Nasce a Napoli, nel quartiere di Fuorigrotta, il primo centro commerciale urbano d’Italia. Un progetto nato 14 anni fa e che nel corso del tempo ha perso per strada soci del calibro di Benetton (poi rientrato come griffe), di Del Vecchio e della Sme. «Ora l’opera è davvero terminata — ha detto ieri Marcello Fasolino, presidente della Compagnia generale autosili (Cga) proprietaria del centro — grazie alla determinazione e l’impegno di un gruppo di napoletani veraci».

Il centro commerciale San Paolo, questo il nome dato alla struttura, è costruito su otto piani, dei quali cinque adibiti a parcheggio per oltre mille auto. Si sviluppa su 11mila metri quadrati di cui circa 8mila coperti ed ha comportato un investimento di 80 miliardi. Darà occupazione a 300 addetti, altrettante unità nell’indotto e servirà un bacino d’utenza di 500mila abitanti.

Ieri la presentazione alla stampa, che precede l’inaugurazione prevista per giovedì, da parte dei promotori dell’iniziativa: Gaetano Cola, presidente della Camera di commercio; Antonio Carola, co-fondatore della Kiton di Arzano; Massimo Vernetti (gruppo Domestika) assieme ai soci Mimmo e Franco Vela, Giuseppe Maraucci, Vittorio Ciotola, Vincenzo Cacciopoli (tessuti), la società La Fiorente. «Abbiamo intrapreso la strada dei centri commerciali in città — ha detto Raffaele Tecce, assessore al commercio del Comune — e il San Paolo è il più significativo. Non solo un luogo per acquisti, ma anche un modo per vivere la città. Ministero dell’Industria e Regione devono però favorire lo sviluppo organico della grande distribuzione. C’è oggettivamente un problema, che chiamerei della via giudiziaria, allo sviluppo dei centri commerciali. Il Comune di Napoli, in questo senso, ha approvato in Giunta lo scorso luglio lo strumento integrato d’intervento per la distribuzione commerciale a Napoli, aderendo alla filosofia della legge Bersani passando, quindi, da una pianificazione quantitativa ad una qualitativa».

Luciano Bosso