A.Morselli: «Il contratto dei chimici può far scuola»

10/12/2007
    sabato 8 dicembre 2007

      Pagina 15 – Economia & Lavoro

      «Il contratto
      dei chimici
      può far scuola»

        Morselli (Filcem): accordo innovativo
        103 euro mensili in più in busta paga

          di Luigina Venturelli / Milano

          RINNOVO In tempi di emergenza salariale e di rinnovi contrattuali impantanati in combattute trattative tra sindacati e datori di lavoro, il settore chimico esce dal coro del muro contro muro. Giovedì sera, dopo soli venti giorni dall’apertura del confronto e in forte anticipo sulla scadenza del 31 dicembre, Filcem-Cgil, Femca-Cisl, Uilcem e Farmindustria, Federchimica hanno raggiunto l’accordo sul biennio economico 2008-2009. Con contenuti di tutto rispetto: i 215 lavoratori del comparto riceveranno un aumento medio di 103 euro mensili, distribuiti in tre tranche, assicurandosi un incremento in busta paga di oltre 2mila euro per i prossimi due anni.

          Alberto Morselli, segretario generale della Filcem-Cgil, qual è il vostro segreto?

            «Sono le buone e costanti relazioni industriali che portano a rinnovare i contratti in concomitanza delle scadenze e con risultati soddisfacenti. Il settore chimico ha istituito degli osservatori permanenti, composti da rappresentanti dei lavoratori e delle imprese, che si riuniscono periodicamente per analizzare lo sviluppo industriale, la gestione del personale e le tendenze economiche della chimica. In questo modo il terreno viene coltivato per tempo».

            E garantisce buoni frutti anche sul fronte economico.

              «I lavoratori della chimica avranno 47 euro di aumento dal primo gennaio 2008, altrettanti dal primo gennaio 2009, e 9 euro dall’ottobre dello stesso anno. Complessivamente le buste paga diventeranno più pesanti per 2.010 euro».

              La questione salariale può considerarsi risolta per il settore?

                «L’emergenza salari continua ad essere una priorità, ma deve essere affrontata anche con il rinnovo delle politiche sul fronte fiscale, sociale e di welfare. Da questo punto di vista il rinnovo contrattuale contiene un’importante novità».

                Quale?

                  «Non si occupa solo del salario, ma prevede l’estensione a tutti i lavoratori del fondo di assistenza sanitaria integrativa della categoria: per un anno le imprese si faranno carico dell’iscrizione a Faschim di tutti i dipendenti, iscritti e non iscritti. L’intesa ha così esteso al welfare il campo delle rivendicazioni».

                  Un esempio da seguire anche in altri comparti?

                    «Per valorizzare i contratti nazionali di lavoro serve ridefinire non solo i salari, ma anche nuove politiche assistenziali, previdenziali, sanitarie e di formazione. Nel chimico, ad esempio, abbiamo previsto piani aziendali per tre giornate di formazione continua, metà a carico dei lavoratori e metà a carico delle imprese. Un modello che è già stato adottato da alcune aziende lombarde».

                    E per quanto riguarda la sicurezza? L’incidente di Torino ha posto nuovamente l’attenzione sulla strage continua di morti bianche sui posti di lavoro.

                      «Sulla sicurezza non si fa mai abbastanza. Il settore chimico gode di un accordo innovativo, recepito anche dall’Inail: le aziende che adottano buone pratiche organizzative, che portano alla diminuzione degli infortuni, possono ottenere la riduzione dei contributi assicurativi. Investire in sicurezza conviene così anche alle imprese».