A Montecatini si fa avanti anche Snai (ippica)

19/10/2000

loghino.gif (3272 byte)

ombraban.gif (478 byte)


Giovedì 19 Ottobre 2000
italia-turismo
A Montecatini si fa avanti anche Snai (ippica)

(NOSTRO SERVIZIO)

FIRENZE Effervescente, vivace, appetibile. Dopo anni d’immobilismo e di perdita d’appeal (oltre che di clienti), il termalismo della Toscana inverte la rotta e dà il via alla stagione delle "grandi manovre", caratterizzata dall’attenzione per il segmento benessere e estetica. Il fenomeno coinvolge, da una parte, le tre strutture pubbliche ex Eagat — prima fra tutte Montecatini — e il complesso Inps di San Giuliano (Pisa); e, dall’altro, le realtà private, in testa Terme di Saturnia (Grosseto), San Casciano dei Bagni (Siena) e Grotta Giusti di Monsummano (Pistoia). Nel complesso, nei prossimi due-tre anni, sono programmati investimenti per quasi 200 miliardi.

A Montecatini la gara per la scelta del gestore privato, obbligato a investire almeno 40 miliardi per il rilancio delle terme, è partita a marzo e si concluderà solo nella primavera del 2001. Assistito dall’advisor Bnl-Ernst & Young, il nuovo consiglio di amministrazione sta passando al vaglio le manifestazioni d’interesse dei candidati (nove, ma almeno due non hanno i requisiti richiesti), che entro novembre saranno invitati a presentare le offerte. A differenza di quanto auspicato da Regione e Comune, proprietari al 50% delle Terme, tra i pretendenti non figura alcun investitore straniero. Soltanto uno (Terme di Sirmione) vanta esperienza nel settore, mentre tra gli altri spiccano il colosso delle scommesse Snai e due cordate di albergatori locali. In ballo c’è la gestione di una delle più prestigiose realtà del Paese: nove stabilimenti che hanno visto diminuire clienti e fatturato (nel ’99 i ricavi si sono fermati a 12,7 miliardi, con una perdita di circa un miliardo; quest’anno gli incassi sono cresciuti del 2%, ma anche il 2000 chiuderà in perdita).

Seconda struttura ex Eagat in lista d’attesa per la privatizzazione della gestione è Chianciano, per la quale Regione e Comune stanno finalmente mettendo a punto il bando di gara. Vicina a soluzione appare anche la vicenda delle terme Inps di San Giuliano, che dovrebbero passare nella proprietà degli enti locali. Ci spera Sergio Parenti, amministratore e azionista di controllo della società pubblico-privata che dal ’94 gestisce la struttura con risultati eccellenti (il fatturato è passato da 800 milioni a 4,2 miliardi). «San Giuliano ha potenzialità di sviluppo straordinarie — dice Parenti — nel segmento del benessere a tariffe accessibili».

Puntano invece al target alto e altissimo del termalismo legato al benessere e all’estetica il gruppo milanese Manuli, proprietario del "gioiello" Terme di Saturnia (26 miliardi di fatturato ’99 con 3,2 di utile netto), e l’imprenditore pratese Leandro Gualtieri (socio di Manuli fino a pochi mesi fa), che attraverso la neonata Società delle terme e del benessere (Stb) controlla Grotta Giusti e San Casciano dei Bagni. Entrambi hanno avviato consistenti investimenti per rafforzare i rispettivi poli termali. A Saturnia, con una spesa di 70 miliardi, sarà ampliato l’albergo (alle attuali 90 camere se ne aggiungeranno altre 64) e costruiti un nuovo stabilimento termale, nuove piscine, un relais con 25 suite e un country club con 120 camere, oltre a un campo da golf da 18 buche. Identico l’obiettivo di Gualtieri, intenzionato a creare un grande polo del termalismo di lusso; sta investendo 40 miliardi a San Casciano, dove sarà realizzato un centro benessere all’avanguardia e un albergo con 90 camere, e sette miliardi a Monsummano per il restauro di Grotta Giusti. Nel 2002 Gualtieri prevede di fatturare 32 miliardi.

Silvia Pieraccini