A Milano sfilano i «fedeli di San Precario»

02/05/2005
    domenica 1 maggio 2005

    sindacati di base

      A Milano e in altre 16 città d’Europa sfilano
      i «fedeli di San Precario»: è la May Day Parade

        MILANO Oltre centomila persone a Milano, più di un milione in tutta Europa: in occasione del primo maggio, i fedeli di San Precario sfileranno in sedici città del vecchio continente, da Londra, Parigi e Barcellona, ad Amsterdam, Helsinki, Napoli e Stoccolma. E se per quattro anni la May Day Parade è stata una manifestazione alternativa a quella ufficiale di Cgil, Cisl e Uil, stavolta il corteo promette di diventare la celebrazione più colorata e vivace di una comune festa dei lavoratori. Conseguenze della precarietà che avanza e che ingloba tutto nel mondo dell’occupazione, dai giovani interinali, agli adulti professionisti, fino ai cinquantenni in cassa integrazione.

          «Saremo di più dello scorso anno, saremo in tanti e, anche se vogliamo restare alternativi, per una parte saremo gli stessi. Tanti operai e impiegati santificheranno il primo maggio alla mattina in piazza del Duomo coi confederali e sfileranno con noi il pomeriggio – prevedono gli organizzatori, movimenti, studenti, sindacalismo di base e metalmeccanici della Fiom e della Flmu – perchè i lavoratori stanno prendendo coscienza che il precariato non è più qualcosa di lontano e limitato. San Precario purtroppo è sempre più il santo di tutti i lavoratori in Italia e in Europa». I lavoratori precari in Italia sono ormai 7 milioni su un totale di 23 milioni di individui, praticamente senza esclusione di categorie nè di professione: «Quando si parlava di lavoro interinale, di contratti a termine senza sbocco, si pensava ai giovani dei fast food e dei call center. Oggi il precariato non è più una congiuntura – sostiene Walter Montagnoli della Cub – ma la nuova struttura del lavoro e riguarda tutti, gli insegnanti, le hostess e i piloti d’aereo, i giornalisti. Anche chi deve andare in pensione si considera precario, e chi ha un contratto a tempo indeterminato valuta come precario il suo reddito e il suo stesso posto di lavoro».

            Il corteo, allestito anche con 39 carri, il più atteso dei quali è quello degli immigrati del Centro permanenza temporanea di via Corelli, muoverà alle tre da Porta Ticinese per Piazza Castello dove fino a notte tarda sono annunciati «musiche e colori». Ma il primo maggio sarà anche giornata di lotta, con lo sciopero generale e i presidi proclamati dalla Cub per i lavoratori dei centri commerciali che sono stati annunciati aperti.

            l.v.