A Milano boom delle vendite superscontate

24/04/2003




              Giovedí 24 Aprile 2003


              A Milano boom delle vendite superscontate


              ROMA – Spetta di gran lunga a Milano il primato per le vendite sottocosto effettuate nel 2002. Su 1.497 comunicazioni complessive di vendite sottocosto pervenute ai 13 comuni capoluoghi di aree metropolitane (i dati di Catania non sono pervenuti) ben 622 (il 42,3%) riguardano Milano, seguono a distanza Torino con 205 comunicazioni, Roma con 193 comunicazioni, Venezia con 111 comunicazioni, Trieste con 94. Le vendite superscontate sono invece assi meno praticate a Bari, il cui comune ha ricevuto soltanto 5 comunicazioni, a Messina (12), a Firenze (35), a Napoli (37), a Bologna (42). Milano é anche la città in cui sono state riscontrate irregolarità nell’applicazione della disciplina dei saldi. I dati sono contenuti nella relazione del ministero delle Attività produttive trasmessa al Parlamento sugli effetti del regolamento delle vendite sottocosto. Le disposizioni, ricorda la relazione, sono volte a garantire trasparenza e correttezza, e la tutela dei consumatori e della concorrenza. La gran parte delle vendite sottocosto ha riguardato il settore alimentare con 802 comunicazioni (54%), poi il settore misto (474 comunicazioni, 32%) per finire con il settore non alimentare (211 comunicazioni, 14%). Considerando le tipologie distributive, i supersaldi si sono concentrati nelle medie strutture che hanno inviato ai rispettivi comuni 777 comunicazioni, mentre nelle grandi strutture le vendite sottocosto sono state 399 e negli esercizi di vicinato 269. Milano si differenzia dal campione poiché la quota di comunicazioni relative alle grandi strutture raggiunge il 51,3%, contro il 33,6% delle medie strutture. Il monitoraggio svolto dal ministero delle Attività produttive non ha evidenziato generalmente comportamenti scorretti da parte degli operatori. Un numero rilevante di violazioni é stato riscontrato soltanto a Milano dove ne sono state contestate 22. Nelle altre città il numero delle violazioni «risulta irrisorio». «Le finalità di trasparenza e di correttezza perseguite dalla disciplina – ha concluso il ministero delle Attività produttive – possono ritenersi conseguite».