A Messina tagliate le mense scolastiche

29/11/2012

Dal 20 dicembre il Comune, sull’orlo del dissesto, non sarà più in grado di garantire il pasto in 79 scuole

Gli effetti della crisi ricadono sulle spalle di Arturo, 5 anni. Perché la città in cui è nato e vive non ha più soldi per i pasti dei bambini. Il Comune di Messina dal prossimo 20 dicembre, infatti, sospenderà il servizio mensa in tutte le scuole pubbliche. Sull’orlo del default, il commissario straordinario, Luigi Croce, ha annunciato che tutti i bandi in scadenza non saranno rinnovati. Ed a scadere proprio a natale è il servizio per i pasti dei bambini.
La mensa in 79 scuole per un totale di 60mila pasti al mese, e ben 95 lavoratori da mandare a casa, se si considera solo il servizio mensa, ma a perdere il lavoro saranno anche maestre e maestri non più impiegati nelle attività pomeridiane delle scuole interessate. Un effetto domino devastante che inizia da lì: dalle mamme.Lamammadi Arturo, Francesca De Domenico, prepara i bimbi al mattino, l’ultimo arrivato, di pochi mesi, Ettore, va subito dalla nonna, mentre Arturo alle 8 e 45 massimo entrerà nella scuola materna «Direzione didattica Ganzirri, plesso Ajossa», in una zona della città vicina al lavoro della mamma, e lontana dal centro cittadino.
De Domenico è una biologa marina, ricercatrice, precaria, manco a dirlo, all’Università: «Chiaramente ho scelto la scuola per la vicinanza al mio lavoro, ma adesso è tutto rivoluzionato: prendo Arturo alle 16, poi vado da mia madre – che per fortuna c’è, ma solo perché da quest’anno è pensionata – prendo Ettore e torno a casa. Mio marito lavora da tutt’altro lato della città, invece. È chiaro che se il bambino non potrà più mangiare a Scuola dovrò prenderlo per pranzo e non lo riporterò indietro ». Fino ancora al prossimo 20 dicembre la ditta «La Cascina» di Roma garantirà per i bambini di materna ed elementari di Messina pasta, un secondo di carne o pesce, frutta, pane ed acqua, per una cifra differenziata su 3 fasce di reddito. Per le famiglie da 0 a 2mila euro di reddito l’anno, pasti totalmente gratuiti. Per un reddito da 2mila a 15mila, 50 euro ogni 30 pasti, e 100 per famiglie con reddito superiore a 15000 euro.MaArturo è fortunato: ha la nonna in pensione. Marta invece ha una nonna che lavora ancora e gli altri nonni a Siracusa, così che sua mamma, Teresa Bottari, esplode: «Mi manca il terreno sotto i piedi». Emanca pure ai 95 impiegati da «La Cascina» che hanno ricevuto la lettera in cui si annuncia l’apertura della procedura di mobilità: «Hanno già fissato un incontro con noi il 30 novembre – avverte Carmelo Garufi, segretario generale della Filcams Cgil – da quel momento ci sono 75 giorni per liquidare i lavoratori». I bambini, le mamme, i dipendenti, le maestre, investiti da un debitocomunale che Croce stima ammontare a più di 200 milioni di euro. L’unica soluzione per evitare il default? Tagliare tutto, e dopo i bambini verranno anche anziani e i disabili, perché i servizi sociali che gestiscono l’assistenza, già non pagati da 7 mesi, non verranno più rifinanziati. “Pagano così i soggetti più deboli: una città che non può più permettersi di dar da mangiare ai suoi bambini non ha futuro”, sbotta Garufi. Mala Filcams e la Flc, sono state ieri davanti al Comune con insegnanti, genitori e dipendenti, in sit-in di protesta. Mentre il Pd di Messina scrive a Crocetta: «Intendiamo lavorare fino alla fine per evitare il fallimento del Comune, – spiega Giuseppe Grioli, segretario cittadino – invochiamo un impegno forte di Crocetta al quale Messina ha tributato grande fiducia».