A luglio lavoro in caduta

18/10/2001

Il Sole 24 ORE.com




    Grande industria – L’Istat registra una discesa del 3%, la più pesante dal 1999

    A luglio lavoro in caduta
    In un anno 24mila occupati in meno – Retribuzioni lorde medie cresciute del 6,4%
    Elio Pagnotta
    (NOSTRO SERVIZIO)
    ROMA – Si avvicina sempre più alle 30mila unità la diminuzione dell’occupazione nelle grandi imprese. Un calo che almeno nell’industria sembra destinato a proseguire anche nei prossimi mesi, mentre nei servizi la flessione sta lentamente alleggerendosi e sotto il profilo congiunturale si è addirittura trasformata in un lieve aumento. Nel luglio 2001 le grandi industrie hanno accusato su base annua una contrazione di circa 24mila addetti. Nei servizi invece sono stati tagliati circa 5mila dipendenti. Complessivamente quindi le grandi imprese negli ultimi 12 mesi hanno perduto 29mila posti. Una discesa che, dopo essersi affievolita a cavallo tra il 2000 e il 2001, sta riprendendo vigore, deludendo le attese suscitate dal buon andamento del mercato del lavoro. Le difficoltà maggiori sono quelle che deve affrontare l’industria, dove il calo non accenna a smorzarsi e osservato attraverso i dati destagionalizzati ha toccato lo 0,4% nei confronti di giugno. Nei servizi invece si verifica un modesto incremento dello 0,1 per cento. I responsabili di questa situazione sono ormai noti. Il progressivo rallentamento della produzione industriale, la crisi di crescita della New economy e i profondi processi di ristrutturazione in atto nei settori maturi hanno imposto alle imprese – addirittura anche a quelle del terziario, il comparto che ha determinato la crescita dell’occupazione in generale — tagli e riqualificazioni dello stock di manodopera molto incisivi. Ed è molto probabile che nei prossimi mesi questa tendenza non cambi rotta, soprattutto ora che terziario e servizi sono alle prese con le pesanti conseguenze dell’emergenza terrorismo. Secondo l’Istat, nel luglio 2001 gli occupati alle dipendenze nelle imprese industriali con oltre 500 addetti hanno accusato una diminuzione (dati destagionalizzati) dello 0,4% sul mese precedente (-0,7% al netto del ricorso alla cassa integrazione, che è nuovamente calato). Su base annua, e cioè rispetto al luglio 2000, il calo è del 3%, il più pesante dal 1999 (-3,1% al netto della Cassa). Per quanto riguarda l’industria, in luglio l’occupazione ha denunciato le variazioni negative più pesanti nel settore del coke e delle raffinerie di petrolio (-6,5%), in quello alimentare (-5,5%) e in quello dei mezzi di trasporto (-4,7%). Le uniche variazioni positive si verificano invece nelle industrie manifatturiere varie (+1,7%) e nel tessile-abbigliamento (+1,6%). In complesso, il settore manifatturiero ha subito una diminuzione del 2,5 per cento. Le ore effettivamente lavorate per dipendente – al netto degli effetti di calendario – sono diminuite dell’1,7%, mentre l’incidenza delle ore straordinarie è scesa al 4,3 per cento. In rallentamento il ricorso alla cassa integrazione (-1,9%). Le retribuzioni lorde per dipendente sono aumentate del 6,4% (+5% per la sola componente continuativa per lavoro ordinario) e il costo del lavoro del 5,5 per cento. In calo l’occupazione anche nelle grandi imprese dei servizi, dove si è registrata una contrazione dello 0,5% nei confronti del luglio 2000. Rispetto a giugno però i dati destagionalizzati, con un incremento dello 0,1%, sono meno deludenti. A determinare il risultato complessivo ha contribuito soprattutto il settore dei trasporti, dove la riduzione dell’occupazione è stata del 4% in seguito all’uscita di personale con contratto a termine e del proseguimento dei processi di ristrutturazione in corso. Sempre in crescita al contrario il numero degli addetti ad alberghi e ristoranti (+7,2%, ma bisognerà attendere i dati dei mesi successivi per valutare l’impatto sull’occupazione della brusca frenata del turismo). Le ore lavorate, sempre al netto dell’effetto calendario, sono scese dell’1,2%, mentre la cassa integrazione fa segnare un aumento del 118,6% (ma il ricorso alla Cassa è comunque molto modesto e si limita al commercio). Le retribuzioni lorde sono salite dell’1,6% e il costo del lavoro dello 0,9 per cento.
    Giovedí 18 Ottobre 2001
 
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