A gennaio si risvegliano i consumi

27/03/2002





Commercio – L’Istat ha rilevato un’accelerazione delle vendite al dettaglio al 2,6% dopo l’1,6% di dicembre
A gennaio si risvegliano i consumi
‘incremento congiunturale è pari allo 0,4% – Ma per Confcommercio e Confesercenti la ripresa piena è lontana
Vincenzo Chierchia Elio Pagnotta
ROMA – Le vendite al dettaglio in ripresa a gennaio. Secondo l’Istat il valore corrente delle vendite del commercio fisso al dettaglio è aumentato del 2,6% nei confronti dello stesso mese del 2001 (l’indice base 1995=100 è risultato pari a 102), il miglior risultato dall’agosto 2001. Secondo i dati destagionalizzati rispetto a dicembre è stato registrato un incremento dello 0,4 per cento. La crescita ha raggiunto un massimo del 2,8% nelle regioni settentrionali, con un +2,7% al centro e un +2,4% al Sud. In evidenza alimentari (+3%), giocattoli e articoli sportivi (+2,9%), prodotti farmaceutici (+2,8%), mobili e arredamento (+2,8%). Variazioni più limitate per profumeria (+1,4%) e casalinghi (+1,5%). Il comparto non alimentare è aumentato in media del 2,4% su base annua e dello 0,5% rispetto a dicembre (+5,1% nella grande distribuzione, ipermercati in testa). Determinante per il buon andamento delle vendite il supporto offerto dalla grande distribuzione, con un aumento complessivo del 4,3% (quasi il doppio del 2,2% delle imprese che operano su piccole superfici): i risultati migliori sono stati conseguiti in questo comparto dagli esercizi specializzati (+7%), dai supermercati (+3,9%) e dagli hard discount (+3,2%). Bene anche gli ipermercati (+3,1%). Da sottolineare infine la lentezza con cui le piccole imprese (fino a 2 addetti) si sono accodate al miglioramento che si è verificato in gennaio, accontentandosi di un aumento del 2 per cento. Situazione più soddisfacente per le medie imprese, che hanno messo a segno un’espansione delle vendite del 2,5%, e soprattutto per le azienda maggiori, che hanno ottenuto un variazione positiva del 3,6 per cento. Non c’è nessuna inversione di tendenza nelle vendite al dettaglio di gennaio – commentano in Confcommercio. «Semmai un leggero recupero può essere addebitabile all’effetto changeover, cioè all’introduzione dell’euro» sottolinea il presidente Sergio Billè. «Un incremento su base tendenziale delle vendite del 2,6% – ha spiegato Billè – sembrerebbe un dato incoraggiante, ma non è così. Se infatti a questo incremento togliamo il 2,4% di inflazione, rimane solo un esiguo +0,2%». Secondo il presidente Confcommercio va poi tenuto conto dell’effetto changeover «visto che molti cittadini hanno utilizzato le strutture commerciali come mezzo per cambiare le lire con gli euro». Billè dunque rileva che viene confermata ancora una volta la sostanziale debolezza della domanda per consumi da parte delle famiglie italiane. Le piccole imprese del commercio «continuano a lottare contro lo strapotere della grande distribuzione in attesa di riforme in grado di rilanciarne la capacità competitiva, attraverso un processo di modernizzazione» si legge in una nota Confesercenti: la richiesta al Governo è di mettere in campo strumenti, prima di tutto fiscali, facendo partire subito la riforma e l’abbassamento delle aliquote Irpef, per far ripartire i consumi delle famiglie e dare ossigeno ai piccoli esercizi commerciali.
Mercoledí 27 Marzo 2002