A gennaio l´inflazione scende al 2,3%

04/02/2004


MERCOLEDÌ 4 FEBBRAIO 2004

 
 
Pagina 34 – Economia
 
 
Il costo della vita ai livelli di due anni fa, ma sindacati e consumatori sono scettici
A gennaio frenata dei prezzi
l´inflazione scende al 2,3%
Cambia il paniere: più peso a Rc auto, alimentari e salute
          Ha avuto un effetto positivo il rafforzamento dell´euro L´Isae: ulteriori cali in primavera Commercianti soddisfatti
          LUISA GRION


          ROMA – Sarebbe una bella notizia, peccato che non tutti ci credano. L´inflazione, secondo il dato in arrivo dalle città campione, a gennaio toccherà quota 2,3 per cento. Un bel salto indietro rispetto al 2,5 toccato solo a dicembre. Un risultato che non si vedeva da un paio d´anni, dal maggio 2002, quando l´euro era appena entrato in circolazione e sulla moneta unica non erano ancora fiorite troppe polemiche.
          Questo 2,3 per cento invece arriva in un momento pieno di tensioni – l´Eurispes ha appena fornito il ritratto di un paese sull´orlo dell´impoverimento – e provoca i più variegati commenti e spiegazioni. Soddisfatto il governo, contenti i commercianti – che vedono in quella cifra una prova della loro «innocenza» – molto scettici sindacati e associazione dei consumatori. C´è chi è convinto che il merito della discesa del tasso sia legato al supereuro che tiene a freno la bolletta energetica e chi pensa invece che tutto sia legato al crollo dei consumi.
          Comunque sia, in attesa della conferma da parte dell´Istat, il governo plaude. «E´ un dato positivo che fa giustizia di tanti catastrofismi che vengono diffusi a piena mani» ha commentato il ministro Maroni. Ottimista il sottosegretario alle Attività Produttive Adolfo Urso che parla dell´inflazione come di un problema chiuso: «Ora è necessario pensare a come intervenire sulla politica monetaria che deve essere più attenta alla crescita». Confindustria parla di un risultato superiore alle aspettative «che premia lo sforzo e l´impegno» di Confindustria medesima e dei sindacati «nel denunciare e sollevare il problema dell´inflazione e delle politiche necessarie per la sua riduzione».
          Di tutt´altro tenore i commenti delle associazioni dei consumatori. «Ormai ai dati sull´inflazione non crede più nessuno – dichiara l´Intesa (Adusbef, Adoc, Federconsumatori e Codacons) – è il solito balletto di numeri senza corrispondenza con la realtà». I cittadini sono invitati a invertire le cifre diffuse «un´inflazione al 3,2 è di sicuro più vicina all´andamento reale dei prezzi». Stessa lettura da parte dei sindacati. Raffaele Bonanni, della Cisl, parla di «dati probabilmente starati»; Adriano Musi della Uil, con una battuta, si augura che il calo sia stato avvertito anche dalle famiglie italiane; l´Ugl rifà i calcoli, ricorda che in due mesi il potere d´acquisto delle retribuzioni è calato del 20 per cento e – tramite Renata Polverini – avverte: «L´Italia non è il paese dei balocchi»; la Cgil che avverte come il calo non cambia di molto le cose: «Resta la distanza con i principali Paesi europei e con il tasso d´inflazione programmato dal governo» fa notare il responsabile economico La Padula.
          Quanto alle cause che hanno determinato la diminuzione del tasso vi sono due scuole di pensiero. Gli analisti pensano che il merito vada al rapporto supereuro-petrolio (la moneta forte ridimensiona l´inflazione perché riduce il caro-energia), ma i consumatori (l´Adoc) sono convinti che i prezzi siano rimasti al palo per il semplice motivo che le famiglie non comperano più nulla che non sia assolutamente necessario.
          Sul futuro che verrà ottimista l´Isae – convinto che in primavera il tasso continuerà a scendere – e la Confcommercio che definisce «una certezza il processo di rientro del tasso entro la media europea entro l´estate. I colleghi della Confesercenti si limitano a gioire del fatto che il nuovo dato scagionerà i commercianti «dalla crescente campagna accusatoria nei loro confronti».
          Detto questo l´Istat ha appena annunciato il nuovo paniere 2004: vi entreranno a far parte i prodotti biologici, aumenterà il peso attribuito alle assicurazioni Rc auto, alle moto e ai motorini, alle medicine diminuirà quello assegnato a cellulari, trasporto, servizi bancari. Con l´arrivo di cinque nuove città centri di rilevazioni la copertura del campione supererà il 90 per cento.