«A gennaio il Tfr nei fondi pensione»

24/05/2004


DOMENICA 23 MAGGIO 2004

 
 
Pagina 33 – Economia
 
 
LA PREVIDENZA
L´annuncio del ministro Maroni: entro l´estate il sì del Parlamento, decreto attivo dal 2005
"A gennaio il Tfr nei fondi pensione"


    ROMA – Da gennaio si potrà destinare il proprio Tfr (il trattamento dei fine rapporto) nei fondi pensionistici complementari. E´ la previsione del ministro del Welfare, Roberto Maroni, secondo il quale la riforma previdenziale, già approvata dal Senato, potrebbe essere legge entro l´estate. «Anche se i tempi – ha voluto precisare – dipendono dal presidente della Camera».
    «Lo smobilizzo del Tfr e la sua utilizzazione per la previdenza complementare, regola che abbiamo scritto nella riforma – ha detto il ministro – credo che sarà definitivamente approvata dal parlamento entro l´estate ed entrerà in vigore da subito con i decreti attuativi. Immagino, per comodità di gestione, che sarà avviata dal primo gennaio 2005».
    L´uso della ex liquidazione per alimentare i fondi integrativi servirà soprattutto ai giovani che hanno cominciato a lavorare dopo il ?96, anno di entrata in vigore della riforma Dini. «Questi giovani – ha detto ancora Maroni – avranno una pensione ridotta del 40 per cento a parità di carico contributivo rispetto ai loro genitori. Questa è la riforma Dini che ha salvato i conti ma ha penalizzato fortemente le prestazioni per i giovani. Come si fa a mantenere la pressione contributiva al 32,7 per cento dicendo a chi lavora "tu paghi come tuo padre ma avrai una pensione, se l´avrai, ridotta del 40 per cento. E´ un atto di irresponsabilità». Su questo punto ha però replicato la Cgil, con Beniamino Lapadula, responsabile del dipartimento economico della confederazione: «Il ministro Maroni è irresponsabile, non Dini. Un atto di irresponsabilità è mantenere la pressione contributiva al 32,7 per cento dicendo a chi lavora "tu paghi come tuo padre ma avrai una pensione ridotta del 40 per cento". Dunque, quando il ministro parla di irresponsabilità evidentemente si riferisce a se stesso visto che ha sprecato tre anni senza combinare nulla per far crescere i fondi pensione». Secondo il segretario confederale della Cisl Pierpaolo Baretta si dovrebbe uniformare l´aliquota contributiva al 27 per cento innalzando quella degli autonomi attualmente quasi 10 punti percentuali più bassa.