A Firenze patto per lo sviluppo tra sindacati e imprenditori

17/12/2004

    venerdì 17 dicembre 2004

      Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto con le associazioni degli industriali e degli artigiani un’intesa, basata sulla concertazione, per il rilancio dell’economia locale
      A Firenze patto per lo sviluppo tra sindacati e imprenditori

        Francesco Sangermano

          FIRENZE Il giorno dopo le parole di fuoco pronunciate da Luca Cordero di Montezemolo, dagli industriali fiorentini arriva un nuovo schiaffo al governo Berlusconi. Uno schiaffo messo nero su bianco su 39 pagine scritte insieme ai sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil, all’associazione locale delle piccole imprese e alle associazioni di categoria degli artigiani.

            Un documento senza precedenti, che prende il nome di “Patto per lo sviluppo sostenibile, la coesione sociale e l’integrazione”, nel quale sindacati e industriali dettano insieme le linee guida per rilanciare l’economia fiorentina. Un accordo basato sulla concertazione che dimostra in concreto la nuova stagione dei rapporti fra le parti dopo l’epoca D’Amato e nel quale trovano spazio numerose e decise critiche all’esecutivo centrale. «Nell’assumere responsabilmente la sfida di rilancio – si legge nel documento – non si può tacere che ad oggi mancano completamente adeguate e rigorose politiche nazionali.

            Questo nonostante Cgil, Cisl, Uil e Confindustria abbiano sottoscritto importanti intese volte ad adeguare il profilo competitivo del Sistema Paese e del Mezzogiorno in particolare attualmente ignorato dal governo nazionale». Su tali premesse sono state costruite le proposte che spaziano su varie tematiche, a partire da quella del mercato del lavoro. «La fidelizzazione del personale è un fattore fondamentale e strategico per lo sviluppo delle imprese. Pertanto si ribadisce che il contratto a tempo indeterminato costituisce la forma contrattuale centrale e di riferimento. Si conviene che il ricorso alle fattispecie di lavoro “speciale” sia demandato all’autonomia contrattuale auspicando che questa sia indirizzata a un’ottica di stabilizzazione».

            Non meno importante, poi, è il riferimento alla formazione, all’innovazione e alla ricerca. Proprio quei settori dove il governo ha deciso di tagliare e destinare meno risorse: «Dobbiamo migliorare in competitività – ha spiegato il presidente degli industriali toscani Sergio Ceccuzzi – e per far questo le imprese devono essere in grado di poter investire in ricerca e innovazione magari anche con l’ausilio in tal senso di contributi da parte delle università». Ultimo, ma non meno importante, anche il riferimento agli asili nido interaziendali. «Una proposta progettuale – è stato spiegato – che nasce da una duplice considerazione: cercare di dare un sostegno ai genitori creando strutture per la prima infanzia vicino alle aziende e, di conseguenza, agevolare il rientro al lavoro dalla maternità tenendo anche presente che un simile sistema darebbe modo di abbattere decisamente le liste d’attesa sempre più numerosi e difficili da smaltire».