A Firenze la prima assemblea dei «ragazzi in affitto» dell’Adecco

07/05/2002

 






Si sono riuniti per discutere di integrativo. Giovedì davanti al Parlamento sit-in dei lavoratori parasubordinati del Nidil-Cgil. Obiettivo, ottenere maggiori tutele

A Firenze la prima assemblea dei «ragazzi in affitto» dell’Adecco

MILANO. Si sono ritrovati per la prima volta in un’assemblea sindacale, i lavoratori che fanno riferimento all’agenzia di lavoro interinale Adecco. E probabilmente, Adecco a parte, per gli «interinali» è una prima assoluta.

L’assemblea – nazionale – è stata organizzata ieri a Firenze dalla Filcams-Cgil. E vi hanno preso parte una cinquantina di giovani di età compresa tra i venti e i trent’anni provenienti da Puglia, Campania, Emilia Romagna, Lombardia. E, naturalmente, dalla Toscana.
All’ordine del giorno dell’assemblea, la piattaforma con le richieste per la costruzione di un accordo integrativo. Che i lavoratori vogliono sia focalizzato sulla sfera d’applicazione del contratto, sui diritti sindacali, sui diritti di informazione, sulla classificazione del personale, sulla formazione e i percorsi professionali, sul regolamento interno e l’orario di lavoro, sulla previdenza integrativa e sui premi aziendali.
«È stata l’assemblea splendida di un organismo sindacale in formazione – dice Massimo Nozzi, responsabile Filcams per il settore -. Sono giovani lavoratori che hanno una gran voglia di impegnarsi in prima persona senza delegare e che, dopo un duro tirocinio, stanno affermando la propria identità e la propria autonomia». Ora i lavoratori cercheranno di costituire un testo unitario con le altre sigle sindacali, con la Uiltucs anzitutto, da presentare all’azienda.
Ma i lavoratori Adecco non sono gli unici «atipici» ad essere mobilitati in questi giorni.
Per giovedì, davanti al Parlamento, è in calendario la protesta dei collaboratori coordinati e continuativi – i cosidetti co.co.co – aderenti al Nidil-Cgil dal titolo significativo: «Fai sentire la tua voce».
La manifestazione – un sit-in programmato tra le 11 e le 11,30 in concomitanza con l’incontro di una delegazione sindacale con i rappresentanti dell’opposizione – è stata indetta per protestare anzitutto contro la proposta del governo Berlusconi di aumentare i contributi – dal 14 al 16,9 per cento del compenso lordo, come gli altri lavoratori autonomi – che i parasubordinati dovranno versare al fondo separato gestito dall’Inps.
«Questo contributo – si sostiene – serve a ridurre la quota a carico dei datori di lavoro senza dare ai parasubordinati né migliori prestazioni sociali né nuove e necessarie prestazioni e senza consentire l’accesso alla formazione professionale pubblica».
Gli obiettivi però vanno oltre. Il Nidil-Cgil chiede anzitutto l’estensione a tutti i lavoratori, collaboratori compresi, di diritti e tutele. E punta all’approvazione di una legge che regolamenti i rapporti di collaborazione continuativa e preveda tariffe retributive certe.
Per il resto, la «piattaforma rivendicativa» – che secondo i dati recentemente forniti dal Censis riguarderebbe circa due milioni di lavoratori – prevede l’istituzione di un fondo per il sostegno al reddito nei periodidi inattività; la tutele in caso di malattia e di maternità; la realizzazione del ricongiungimento contributivo in caso di versamenti in qualità di dipendente e di collaboratore e l’istituzione di un’assicurazione contro gli infortuni a totale carico del datore di lavoro.
Il Nidil-Cgil invita tutti i lavoratori, iscritti e non iscritti all’organizzazione, a mandare un fax o una e-mail al ministro Tremonti chiedendo una modifica della norma del collegato alla finanziaria ritenuta penalizzante per l’intera categoria. Il fac-simile è disponibile sul sito «La città del lavoro» (www.cgil.it/nidil).



 

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