A Epifani la neoconcertazione non dispiace

13/04/2006
    gioved� 13 aprile 2006

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    SINDACALIA. I RIFORMISTI DELLA CGIL LANCIANO UN AMO A CONFINDUSTRIA, CISL E UIL

      A Epifani la neoconcertazione non dispiace
      Ma il primo ostacolo rimane la legge Biagi

        La Cgil sta �annusando l’aria nuova� e comincia a prendere i primi contatti con Cisl e Uil da un lato ma soprattutto con Confindustria dall’altro. L’altra sera a Ballar� Epifani e Bombassei, vicepresidente degli industriali, non sembravano poi cos� lontani nelle analisi (legge 30 esclusa) sul Paese dove una maggioranza risicata governer� ma a cui economicamente e socialmente serve una scossa. Pi� difficili e ancora in stand by i rapporti con il nuovo segretario della Cisl, Raffaele Bonanni (il primo palco ufficiale unitario sar� il primo maggio, cordiali telefonate ci sono state ma l’uscita sulla �grande coalizione� non � piaciuta, in Cgil), sereni e positivi da tempo quelli con la Uil.

        Certo � che i tentativi della sinistra interna (Fiom e non solo) di sventolare di nuovo la parolina magica �abrogazione� sulla legge 30 come su altre riforme non � passata, al comitato direttivo di ieri, dove peraltro la discussione � stata pacata e senza scosse, e se � vero che non c’� neanche la parola pi� amata dai riformisti (�concertazione�) il sunto scritto che ne esce non va molto lontano. Al punto che una allarmata dichiarazione del leader dell’ala dura Fiom Giorgio Cremaschi esce a stretto giro di posta, dopo la conferenza stampa che Epifani ha tenuto appena finita la discussione interna: �L’eventuale ritorno alla concertazione tra governo e parti sociali � un suicidio� mette le mani avanti Cremaschi, secondo cui con questi risultati il sindacato non pu� fare �da riserva a Prodi� e non deve accettare sacrifici per sostenere un governo debole. Cremaschi � tornato a chiedere la cancellazione della legge 30 e una opposizione netta alle posizioni di Confindustria ma i suoi emendamenti sono stati presto ritirati. Ben diversa la lettura della maggioranza cigiellina, un corpaccione multiforme che ormai si estende dai riformisti (Passoni, Rocchi, Megale) alla ex sinistra interna (Patta e Agnello Modica), dagli ex cofferatiani a sinistra anche nei Ds (Nerozzi, Cantone) a quelli senza tessera (Maulucci). Nelle parole di Epifani la direzione di marcia: �Il nuovo governo deve fare il contrario del governo Berlusconi, che ha fatto a meno di tutti�. Con Cisl e Uil ci sono stati i �primi contatti� ma una vera discussione unitaria �sta per ripartire� e le richieste saranno �comuni� e poi (�presto�, fa capire a latere) andranno verificate con Confindustria. Rispetto a cui �su una serie di politiche siamo d’accordo, su altre abbiamo opinioni non simili, come la precariet� ma il metodo � �cominciare a confrontarsi�. Epifani sempre a latere spiega: �Noi siamo pronti e ci stiamo gi� parlando. Molti contratti gi� li abbiamo chiusi e li stiamo chiudendo presto e bene� (dai tessili ai chimici) e vede come primo e pi� importante punto d’incontro la riduzione del cuneo fiscale e contributivo.

        Guarda caso, � la stessa priorit� del programma dell’Unione, cui Epifani continua a voler dare una mano dichiarandosi nettamente contrario a ogni ipotesi di governo tecnico e tantomeno di grande coalizione. La nuova maggioranza, seppure �esile�, deve assumersi la responsabilit� di formare un nuovo esecutivo che governi �l’intera legislatura�, � l’auspicio (non pi� di tanto enfatizzato, per�) di Epifani e la posizione votata all’unanimit� dal direttivo della Cgil. Che si dicono �preoccupati� per i tempi lunghi che si prevedono nell’incarico a Prodi. Ma se per la Fiom il punto si trasforma in una netta critica a Ciampi, Epifani critica la situazione di �strana attesa� per il possibile slittamento di Dpef e della verit� sui conti pubblici. Il segretario ci tiene anche a ribadire che il programma di Prodi �non � il nostro programma� e che quello della Cgil poggia su tre elementi: lotta alla precariet�, con il superamento della legge Biagi (che non vuol dire �ritocco� ma fare una nuova legge s�: sottolineando che �ai vuoti devono corrispondere i pieni�), politiche per rimettere in moto l’economia e avviare una nuova fase di sviluppo, rimettere al centro dell’agenda istruzione, ricerca e formazione. Epifani rilancia il �patto fiscale� ma dietro l’angolo c’� una nuova stagione di concertazione e i riformisti lo dicono a chiare lettere. La segretaria confederale Nicoletta Rocchi dice netta: �Non bisogna avere paura delle parole. La vittoria di misura dell’Unione impone l’apertura di una stagione nuova dove il sindacato ha responsabilit� maggiori: serve un grande patto sociale da lanciare in modo unitario e una nuova grande stagione di concertazione da gestire in modo unitario anche per evitare misure economiche a senso unico�. Anche il presidente dell’Ires Agostino Megale vede tutte le condizioni (�anche dentro la Cgil ve n’� consapevolezza larga�, sottolinea) per rilanciare la concertazione e basare un nuovo compromesso sociale su quattro priorit�: crescita, lotta alla precariet�, rigore nei conti pubblici, difesa e crescita dei redditi, lotta all’evasione. Sulla lotta alla precariet� – nuovo slogan con cui Epifani ora sembra voler impostare tutta la discussione sulla legge 30 – dice che �vanno evitate astratte dispute nominalistiche: �Nei primi cento giorni serve una norma minima dove il costo dei cocopro venga parificato a quello del lavoro dipendente: non costa nulla e d� il segno che si vuole combattere il dumping sociale che crea la precariet�.

          Certo, specie sulla Biagi il confronto sar� duro e le distanze restano tante, con Confindustria e con la Cisl, che ancora ieri ribadiva con Bonanni che �meno ci mette mano il legislatore e meglio � per tutti: sono su materie che devono tornare al confronto tra le parti sociali�. Ma Bonanni corregge anche il tiro sulla grande coalizione e preferisce parlare di �grande “coalizione sociale” al servizio del paese� e di un sindacato che �non deve rimanere fermo ma scendere subito in campo e preparare il terreno per il ritorno della concertazione�. Ed ecco, dunque, che torna il sereno anche in casa Cisl, dove la sensibilit� pi� dialogante del suo segretario aggiunto Baretta ieri giudicava �importanti e utili� le parole di Epifani �perch� il sindacato deve avere un ruolo autonomo e propositivo per far ripartire il Paese�. Ma se la Cisl pensa di avere molte cose da dire e molte carte da giocare, con il nuovo quadro politico, comincia a pensarlo anche la Cgil, che per l’Unione s’� spesa (la vittoria nei seggi degli italiani all’estero, arriva, in 5 casi su 12, con ex dirigenti del patronato Inca). La “grande proletaria” si muove, anche se cerca di ponderare fino all’estenuazione le parole.