A Bologna la Cgil guidata a maggioranza

04/03/2010

Per la prima volta nella sua storia centenaria, la Cgil di Bologna sarà governata a maggioranza. Tre giorni di dibattito congressuale a viso aperto non sono bastati per trovare una sintesi tra la prima e la seconda mozione: niente gestione unitaria. Il documento programmatico è stato approvato solo dai vincitori filo-Epifani e il segretario è stato eletto con l’astensione della minoranza filo-Moccia. Per il confermato Cesare Melloni, però, non sarà facile guidare una Camera del lavoro spaccata a metà, dove la maggioranza ha ottenuto il 61% dei consensi a livello generale,maha perso tra i lavoratori attivi fermandosi al 46%.
LABORATORIO NAZIONALE
«Ci hanno accusato di essere un’organizzazione pittoresca, perchè distribuiamo le crescentine nelle feste di quartiere» lamentava il leader dei pensionati dello Spi, Bruno Pizzica, campione della mozione uno. «Non possono presentare un dispositivo di puro potere e poi chiederci di votarlo all’unanimità, come se non ci fosseun problema di democrazia interna » ribatteva il segretario dei metalmeccanici della Fiom, Bruno Papignani, uomo forte della due. La questione potrebbe essere archiviata come scritta in sindacalese stretto, pur declinato all’emiliana, se non fosse per le ripercussioni che rischia di avere anche all’esterno, nella forza del sindacato davanti alle controparti imprenditoriali ed istituzionali.
Il segretario generale Guglielmo Epifani, ieri a Bologna per un ultimo tentativo di mediazione, ha smorzato però le preoccupazioni: «Avrei preferito una Cgil unita ma siamo in condizione di governare questa e altre divisioni. Naturalmente, mentre a livello nazionale i numeri sono diversi e i problemi minori, qui il peso della seconda lista è rispettabile e va considerato con grande attenzione». In ogni caso, «al di là delle schermaglie di queste settimane, c’è ungruppo dirigente che è molto avveduto».