Stop al caporalato. Ancora sangue versato sui campi della produzione agricola italiana

07/08/2018
pomodoro caporalato

Il colore della pelle sfuma sotto il rosso della strage che anche quest’anno si ripete nelle regioni del Mezzogiorno e non solo. In queste ore hanno fatto notizia i due schianti che hanno ucciso 16 persone nel foggiano, ma molte sono le morti occultate e nascoste, quelle per il caldo o quelle per incidenti sul lavoro, quelle per percosse e per mano diretta dei caporali intenti a mantenere il controllo sugli schiavi.

Gli operatori del settore parlano di centinaia di morti all’anno, ma l’illegalità in cui sono costretti questi lavoratori da vivi li rende ombre anche da morti, per cui è impossibile avere cifre certe.

Possibile invece è fermare questa mattanza: rafforzando i controlli previsti dalla legge contro il caporalato, intervenendo sulle aziende che sfruttano, fornendo ai lavoratori servizi legali, come ad esempio un sistema di trasporto per raggiungere i luoghi di lavoro.

Sono queste richieste che la FLAI CGIL fa da anni alle istituzioni locali e nazionali.
La FILCAMS CGIL, impegnata nella lotta all’illegalità e allo sfruttamento nel settore dei servizi, esprime cordoglio, indignazione e sconcerto per i fatti di queste ore e sarà presente con una delegazione alla manifestazione dell’8 agosto a Foggia.

E’ una battaglia comune per un paese che misura la sua vera dignità bandendo lo sfruttamento e il caporalato, rendendo sicure le condizioni di lavoro; un obiettivo che è necessario raggiungere anche attraverso il coinvolgimento e la responsabilità di tutta la filiera dalla produzione alla distribuzione.