8 marzo, donne e legalità

08/03/2010

“Aver dedicato il premio alla legalità è una scelta responsabile e impegnativa. Intorno a questo tema, però, da una parte del paese vedo sufficienza e stanchezza. In tanti cresce l’idea di fare a meno del rispetto delle regole, a cominciare dall’azione del governo, che sta imponendo una cultura della ‘deroga’ come normalità. Noi a questo ci ribelliamo, continuando a stare al fianco di chi combatte ogni forma di illegalità”. È con queste parole che il segretario della CGIL Guglielmo Epifani ha consegnato i premi “Non Solo Mimose”, iniziativa dell’Inca nata nel 1994, che ogni anno assegna un riconoscimento nell’ambito di “Non Solo 8 Marzo”, tradizionale appuntamento del Patronato in occasione della Festa della donna. Stavolta il premio è andato alla “storica” associazione anti-mafia Libera e alla cooperativa Placido Rizzotto, attiva nella coltivazione delle terre espropriate alla “cupola” di Corleone. “Quest’anno abbiamo voluto rimarcare l’importanza di chi sta in prima linea contro la criminalità organizzata” spiega il presidente dell’Inca Raffaele Minelli: “Questa iniziativa dimostra che è possibile un utilizzo dei beni di Cosa Nostra in modo alternativo, produttivo, in grado di favorire l’occupazione. Un segnale di attenzione, quindi, a chi opera per la legalità e per lo stato di diritto contro quei fenomeni mafiosi che ormai avvelenano l’intero paese”. Finora sono oltre 4.500 gli immobili tolti ai boss e restituiti alla società.
Appartamenti, ville e terreni che dal 1996, quando fu approvata la legge 109 per l’uso sociale dei beni sequestrati alla criminalità organizzata, si trasformano in sedi di associazioni, presidi sanitari e occasioni di sviluppo. Nel solo 2008 le cooperative “Libera Terra” (di cui fa parte la Placido Rizzotto), che operano su circa 700 ettari di terre confiscate a boss come Provenzano e Riina, hanno prodotto unmilione di pacchi di pasta, 110 mila confezioni di legumi, 150 mila bottiglie di vino e 20 mila di olio extravergine.